“Meglio esser primo in Gallia che senatore a Roma” pare sia il detto di Giulio Cesare che – in versione clergy – suonerebbe “meglio parroco in montagna che vescovo ausiliare in città”. Il sacerdote Amasia – gran doppiogiochista di corte – suggerì lo stesso ragionamento al profeta Amos per levarsi dai piedi lui e la sua passione per i poveri. Fossi in te me ne andrei, veggente. Ritìrati nella terra di Giuda; là mangerai e potrai profetizzare, ma a Betel non profetizzare più, perchè questo è il santuario del re ed è il tempio del regno. Insomma: che ospiti i barboni in casa sua, che vada a Lampedusa, che usi un’utilitaria anziché l’elicottero, che sfoghi i suoi pallini pauperistici… Ma lo faccia là, non qui sotto il colonnato! Amos non la prese bene.