Non fece domande, si alzò e lo seguì. Non perse la sua occasione, ascoltò la sua intuizione. Vai! – gli diceva l’anima – va’ con lui! E’ di questa sua energia che hai bisogno. E’ con lui che ripartirai, è di lui che invocavi l’arrivo. Seguimi, gli aveva detto. Non un indeciso e ambiguo “se te la senti… vedi tu…” ma nemmeno un ordine. Semplicemente seguimi, gli disse. Ed egli si alzò e lo seguì. Perché Gesù non aveva parlato per primo, come sembrava a tutti, come sembra a noi. La sua era una risposta. Lui aveva sentito la voce di Matteo, di quel ragazzo che gridava, che soffriva, che voleva cambiare e non sapeva come, che voleva ripartire ma si chiedeva con chi. E gli rispose seguimi, seguimi ragazzo, vieni con me. Si alzò e lo seguì senza dire altro, perché era una vita che chiamava un maestro. E iniziò a seguirlo.