Nel parcheggio del supermercato, vedo dall’auto una bimba bionda e carina. Potrei regalare a lei i bollini della raccolta punti scuola che la cassiera mi ha dato! Il tempo di pensarlo, e lei mi tira fuori la lingua, fa una pernacchia e chiude rapida la portiera, scomparendo dietro i vetri oscurati del suv. Raggelato proseguo. Mi va meglio con un’altra bambina che spalanca gli occhi di gioia e ringrazia insieme alla madre. Mi resta però l’immagine della linguaccia aggressiva. Chi ha ridotto così i nostri bambini? Portati qua e là, legàti nei loro seggiolini, più fasciati del figlio unico di madre vedova portato alla tomba. Risorgeranno? Poi sorrido pensando che, solo qualche giorno fa, un ragazzino timorese mi chiamava da lontano. Alzando la mano e sorridendo, mi gridava un bel “I love you!”, probabilmente non sapendo dire altro in inglese. I love you too, questa sarà la mia risposta. Magari limitandomi a pensarla, prima di ritrovarmi a S.Vittore!