Nella piccola parte di mondo in cui viviamo, la domanda prevalente è se ci sia un Aldilà piuttosto che il nulla. Nel resto del mondo ci si chiede invece quale vita ci attenda nell’Aldilà, se di gioia o di tormenti. Leggendo questa parabola, immaginiamo che di là saremo circondati da ciò che uscirà da noi, una volta rotti i confini del corpo e caduta la maschera della nostra persona. Se avremo passato la vita a gettare ponti, stringere relazioni, tendere mani al prossimo, appianare ostacoli, ci troveremo in un mondo di contatti luminosi e amorevoli. Una vita invece trascorsa a tracciare confini, alzare muri, scavare abissi, interrompere relazioni e ignorare i poveri, dopo la morte si manifesterà attorno a noi con un mondo di grandi abissi che coloro che vogliono passare non possono. Il ricco della parabola non va all’inferno perché è ricco. Semplicemente si ritrova circondato da gente che si comporta come lui.
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