Cose che capitano solo ai distratti, a chi dimentica di puntare la sveglia e si annoda la cravatta in ascensore. Cose che capitano a chi, un po’ per difetto e un po’ per scelta, la vita non se la programma o, almeno, non se la programma proprio tutta. Spesso le sorprese non arrivano perché non saprebbero proprio dove infilarsi. Lei però era tutta l’opposto e ci soffriva. Persino le sue relazioni affettive più belle erano franate per questa sua costante disorganizzazione che la rendeva non sostenibile. “Sono un disastro” – si disse andando al pozzo con l’anfora vuota all’alba di mezzogiorno – e fu lì che lo incontrò. Non fu più quella di prima, salvo una cosa: dimenticò l’anfora al pozzo. Ne rise con lui tutta la vita. Ma forse non fu distrazione, fu fede. L’anfora non le occorreva più: aveva trovato in se stessa una sorgente che zampillava d’eternità.
III di Quaresima Gv 4, 5-42 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+4%2C+5-42&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1