“Lira è il vizio di quando sei attaccato ai soldi”, scrive una ragazzina mixando con rara intuizione avarizia e ira e dimostrando di sapere che, tanti tanti anni fa, l’euro non esisteva. A quei tempi le cose care costavano “L’ira di Dio”, che si scriveva con l’apostrofo ma si pensava senza. Nella Bibbia ebraica invece gli apostrofi non si usano, così non ci sono equivoci: ira di Dio – si scrive – non altro. Non che Dio si arrabbi come noi, ma insomma… La legge cosmica per cui ciascuno raccoglie ciò che semina, alla fin fine l’ha scritta Lui. Dunque, se diciamo di esser caduti sotto l’ira di Dio, non facciamo che ammettere di esserci cercati i guai in cui siamo cascati. Ma peggio ancora dell’essersi inguaiati sarebbe rifiutare di venir assolti senza pagare! Infatti chi crede vedrà la vita, vedrà come è bella e sensata e infinita. Chi non crede, resta sotto la legge dell’ira di Dio. O chiamala come vuoi: debito karmico, legge d’attrazione, destino nefasto…