
Una pagina perfetta, bella da leggere come un romanzo, pronta da sceneggiare per un film. Primi piani, luci fioche di candele, la voce bassa e calda di Festo che parla e racconta a re Agrippa di Paolo e di un certo Gesù, morto, che lui sostiene essere vivo. Ma per i cristiani non è film né romanzo. Sarà ragionevole credere che sia un fatto storico? Sì, perché no. Purché ci si chieda come abbia fatto Luca a sapere di questo dialogo e trascriverlo negli Atti. I potenti, si sa, non si servono mai da soli nemmeno un bicchier d’acqua e difficilmente parlano la lingua uno dell’altro. Forse una serva, un cameriere, un interprete, simpatizzando istintivamente per il prigioniero piuttosto che per i padroni, “registrò” quel dialogo e – chissà – un giorno se ne uscì a raccontarlo alla persona giusta. E la pagina mancante fu scritta.