Mi parlava del suo popolo e del suo Dio. Le ponevo domande sugli antichi riti ancora vivi tra i battezzati. Su come si dà il nome al bimbo o ci si sposa, sui modi di risolvere controversie o siglare un contratto con uno scambio di sassik, la lancia rituale. E, mentre la giovane donna rispondeva, io pensavo che le cose avrebbero potuto andare diversamente, secoli fa. Avremmo potuto avvicinarci a questa gente armati solo di curiosità. Allora saremmo giunti ad esclamare reciprocamente che il tuo dio è il mio dio e il tuo popolo può essere parte del mio. Forse invece la nostra non fu che una rozza operazione di ‘God export’ che lo sovrappose alla cultura locale senza entrarci più di tanto. Il messaggio liberante del Vangelo pare ancora tutto da annunciare. Come in Europa!
Rt 1,1.3-6.14-16.22 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Rt+1%2C1.3-6.14-16.22&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1