
Ti sarebbe bastato dire soltanto una parola – lo sappiamo – e il lebbroso sarebbe guarito. Ma non ti saresti distinto dall’altra gente, da quelli che lo tenevano a debita distanza. Lo toccasti dunque. Non perché il miracolo riuscisse ma perché lui, almeno una volta, non si sentisse ripugnante. Lo toccasti così com’era, brutto e impressionante. Lo toccasti prima che fosse guarito, perché da sano l’avrebbero toccato tutti. Ti costò molto, dovesti superarti, vincere lo stomaco, l’odore e il disagio. Forse gli desti più gioia toccandolo nella sua bruttezza, che guarendolo dalla malattia.