
C’è una fase della vita in cui si appare chiusi, con gli orecchi turati da cuffiette e indifferenti a tutto. Eppure, in questa stessa fase, si è sensibilissimi e intolleranti ad ogni ingiustizia. In questi anni, quelli dell’adolescenza, facilmente si approva l’uccisione dei colpevoli e si confida più nell’uso della forza che del dialogo, dell’eliminazione più che del perdono. Poi si cresce e si impara. Si cresce e si smette di lapidare il prossimo. Si cresce e ci si dà una calmata. Accadde a Paolo, accadrà a noi?