
“Un botto assuuurdo”. Così un alunno, interrogato agli esami, definiva il crollo delle torri gemelle. Di crolli e assurdità stava dando ampia prova, il poveretto, che però riuscì a scamparla come i sopravvissuti di cui parlava. Ben più forte il botto di chi, dopo aver vissuto una vita stretto nel suo religioso ruolo sacro a dispensare obbedienze e profezie nel nome del Signore, si sentirà dire da lui “Chi sei? Non ti conosco”. “Signore, Signore, è assuuurdo”, risponderà crollando come casa sulla sabbia e scomparendo nel nulla che lo gonfiava.