Le persone

A volte, mentre la razionalità e il corpo dormono immobili, l’anima più profonda approfitta per dire la sua. La Bibbia è piena di episodi del genere, basti pensare che, se Gesù nacque e poi scampò a Erode, fu proprio grazie ai sogni di suo padre Giuseppe. Anche la storia della Chiesa è colma di sognatori spirituali, gente che aveva un’anima così illuminata da doverla ascoltare anche di notte. Oggi festeggiamo san Giovanni Bosco, forse l’unico santo così popolare da essere chiamato per cognome: “don Bosco”. Sognò ed ascoltò i suoi sogni. Sognò e anticipò, nel mondo della scuola, quei metodi e quei valori che oggi sono condivisi anche da chi non lo conosce. Sognò e realizzò quelle che oggi sono chiamate scuole di formazione professionale. C’è ancora qualche giovane che non sogna un titolo, ma un mestiere. C’è ancora qualche insegnante che, pagato come uno spazzino, considera i giovani ben più importanti di un sacco dell’umido. I giovani interessano a molti, quando possono essere buoni clienti. Quando invece si tratta di aiutarli a crescere, le forze calano. Fortuna e grazia che qualcuno si occupi di loro e ripeta con don Bosco: da mihi animas, cetera tolle.**

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**   “Dammi le anime, prendi tutto il resto”. Questo versetto della Bibbia in latino, era il motto di don Bosco anche se, nell’attuale traduzione più corretta, non leggiamo più anime. Risale ad un episodio della Genesi. Il re, sconfitto da Abramo, gli dice Dammi le persone, tieniti le cose. Ancora più affascinante, questa versione, perché le persone è traduzione più completa rispetto al riduttivo anime. Dammi le persone, tieni il bottino di guerra. Le persone anzitutto, non le cose. Fa eco ad un’altra espressione di don Bosco “basta che siate giovani perché io vi ami”. Dammi le persone, soprattutto quelle che lo stanno ancora diventando.