Magnificat

Eccolo, il magnificat, il canto liberatorio di Maria che si sente rinascere. Esausta per il viaggio in corsa, appesantita dall’ansia e dalle preoccupazioni, alle parole di Elisabetta si sente alleviata e le ritornano le forze. Dio ha guardato l’umiltà della sua serva. Ma si può tradurre umiliazione e forse è più corretto. Anzitutto per il contesto: la gravidanza esponeva Maria all’umiliazione d’essere considerata adultera, infedele, rea di morte. Giuseppe non l’avrebbe certo più voluta con sé. La seconda ragione è più generale. Chi dice “Dio ha guardato la mia umiltà”, manca d’umiltà nel dirlo e pecca d’orgoglio. Dio fa di tutto per sollevarci da ogni umiliazione della vita. E noi, come Elisabetta, gli rendiamo possibile questo progetto se risolleviamo gli altri dalle loro umiliazioni! https://lalocandadellaparola.com/bdbf-onlus/

Lc 1,46-55 Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».