
“Ne restasse soltanto uno, combatteremmo per il suo diritto alla vita! I rifugiati nel nostro santuario saranno difesi fino all’ultimo respiro, costi quello che costi”. Proprio ieri sentivo parlare così alla radio un uomo pentito d’essere uomo. Concludeva: “potessi scegliere, rinascerei maiale”. Sì, perché il santuario di cui parla è un rifugio dove lui e altri “animali a due zampe” hanno nascosto e salvato parecchi “fratelli a quattro zampe” che erano destinati a diventare cibo. Rabbrividendo per l’uso blasfemo di parole sacre e per gli insulti alla vita umana, invidiavo la sua carica emotiva. Un tempo desiderai anch’io d’essere un maiale quando, nel carcere di San Vittore a Milano, davanti a tutti i prigionieri dicevo: “La direttiva dell’Unione Europea prevede per ogni maiale d’allevamento 3 metri quadri di spazio. Noi qui ne abbiamo 0,80 a testa. Vogliamo essere trattati come maiali!”. Bisogna che sia innalzato il figlio dell’uomo. Bisogna lottare fino all’ultimo respiro per innalzare ogni figlio dell’uomo che vive crocifisso dalla miseria, dalla guerra, dalla malattia e dal deprimente vuoto della coscienza. Eleviamo l’umanità, non consideriamola nemica del creato ma amica e custode. Educhiamo l’umanità, educhiamo i cuori. Nessuno più rimpianga d’essere uomo, nessuno più desideri d’essere una bestia. Nessuno più tratti gli uomini peggio degli animali.
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Esaltazione della santa Croce Gv 3, 13-17 Gesù disse a Nicodèmo:
«Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».