La vita

da DILI, TIMOR EST  La vita va assaporata, gustata come un bicchiere di vino. Non abbiamo paura di incarnarci, di scendere nelle strade umane e sentire il sapore della vita così com’è. Facciamo diventare nostro cibo la vita delle persone, nutriamoci senza paura. Così ha fatto Gesù e così ci chiede di fare con la sua stessa vita. Chi lo ascoltava non capiva, credevano parlasse di cannibalismo… Lui parlava di esistenza, di legame interiore e costante con Lui per avere in noi la vita.

Gv 6,52-59   Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me.
Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao.