Discutendo di cielo

da DILI, TIMOR EST   Oggi leggiamo gli Atti, perché sono pagine meravigliose. Spesso pensiamo a Papa Francesco e alle umiliazioni che ha subìto tentando di rievangelizzare la Chiesa. Leggendo quanta fatica fece San Pietro, San Bergoglio ci pare meno solo e in buona compagnia. Se noi oggi mangiamo di tutto e siamo completamente esenti dalle leggi giudaiche, lo dobbiamo a Gesù e agli Apostoli che, dopo la sua Ascensione, non mollarono la presa. Non fu per nulla facile e pagarono caro, carissimo, con la vita. Erano perseguitati dai romani ma spesso denunciati dai giudei che ripetevano con loro quanto avevano fatto con Gesù. La meccanicità della regola religiosa era ormai diventata un tutt’uno con la spiritualità. Cambiare le regole umane era per loro tradire Dio. Accade ogni volta che si è ignoranti, non si studia né  Bibbia né storia e non ci si chiede dove e perché una regola è nata. Chi invece ha testa e cuore, non teme di mettere in discussione la propria religione e ne esce rafforzato nella fede e nell’intelligenza.

Atti 11,1-18   gli apostoli e i fratelli che stavano in Giudea vennero a sapere che anche i pagani avevano accolto la parola di Dio. E, quando Pietro salì a Gerusalemme, i fedeli circoncisi lo rimproveravano dicendo: «Sei entrato in casa di uomini non circoncisi e hai mangiato insieme con loro!».
Allora Pietro cominciò a raccontare loro, con ordine, dicendo: «Mi trovavo in preghiera nella città di Giaffa e in estasi ebbi una visione: un oggetto che scendeva dal cielo, simile a una grande tovaglia, calata per i quattro capi, e che giunse fino a me. Fissandola con attenzione, osservai e vidi in essa quadrupedi della terra, fiere, rettili e uccelli del cielo. Sentii anche una voce che mi diceva: “Coraggio, Pietro, uccidi e mangia!”. Io dissi: “Non sia mai, Signore, perché nulla di profano o di impuro è mai entrato nella mia bocca”. Nuovamente la voce dal cielo riprese: “Ciò che Dio ha purificato, tu non chiamarlo profano”. Questo accadde per tre volte e poi tutto fu tirato su di nuovo nel cielo. Ed ecco, in quell’istante, tre uomini si presentarono alla casa dove eravamo, mandati da Cesarèa a cercarmi. Lo Spirito mi disse di andare con loro senza esitare. Vennero con me anche questi sei fratelli ed entrammo in casa del centurione Cornelio. Egli ci raccontò come avesse visto l’angelo presentarsi in casa sua e dirgli: “Manda qualcuno a Giaffa e fa’ venire Simone, detto Pietro; egli ti dirà cose per le quali sarai salvato tu con tutta la tua famiglia”. Avevo appena cominciato a parlare quando lo Spirito Santo discese su di loro, come in principio era disceso su di noi. Mi ricordai allora di quella parola del Signore che diceva: “Giovanni battezzò con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo”. Se dunque Dio ha dato a loro lo stesso dono che ha dato a noi, per aver creduto nel Signore Gesù Cristo, chi ero io per porre impedimento a Dio?».
All’udire questo si calmarono e cominciarono a glorificare Dio dicendo: «Dunque anche ai pagani Dio ha concesso che si convertano perché abbiano la vita!».

Buon compleanno al mio caro papà Mario, grande ispiratore, sostenitore e diffusore della Locanda della Parola. Lo Spirito della divina giovinezza è sempre con te!