La mia pace

da DILI, TIMOR EST   Non vedendo più articoli, molti si sono allarmati. Non sono sparito e non mi è successo nulla di brutto. Semplicemente il mio telefono si è rotto proprio sull’isola di Jaco dove, grazie al Cielo, negozi di elettronica non ci sono. Come vi dicevo e come vedete in foto, non c’è proprio nulla se non sabbia bianca, acqua azzurra, un fitto misterioso bosco abitato da piccoli cervi. Come tutti i luoghi disabitati, Jaco incute un certo senso di timore. Anche questa volta sono stato tentato di portare via un sassolino colorato dalla spiaggia, ma mi pareva di rubare. Guardandomi dal mio tavolo a Dili o in Italia, mi avrebbe fatto sentire un rapitore. L’ho lasciato al suo posto, accanto all’impressionante scheletro di balena che da anni riposa lì in pace, in attesa di diventare sabbia. La pace, quella pace interiore che tutti vogliamo e che il mondo non può dare. Nemmeno se fuggi a Jaco Island. Perché la vera pace è dentro di noi e solo Uno la può dare.

Gv 14,27-31 (durante l’ultima cena,disse Gesù ai suoi discepoli):
«Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi.
Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate.
Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il prìncipe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco».

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