Il passo

da Taiwan, aeroporto di Taipei    Ieri attendevo in un negozietto di cellulari alla periferia di Bali. Davanti a me, appeso alla parete, questo altarino. I colori vaticani e l’ombrellino mi hanno fatto pensare alla processione del Corpus Domini di un tempo, che ahimè riaccende molti animi nostalgici. Mi ha fatto sorridere, mi ha fatto pensare che siamo simili anche quando preghiamo. Tutte le culture, tutte le persone, tendono al pieno compimento della loro vita. Tutti cercano di dare piena espressione a ciò che l’anima chiede loro. Per lo meno chi l’ascolta. C’è da crescere non da abolire.  In attesa di un aereo che mi riporterà a casa dopo cinque mesi, la domanda è proprio questa: ho aiutato a dare compimento ai sogni della gente che ho incontrato? La speranza è quella di aver compiuto almeno un passo. Non il banale passo del “progresso secondo noi”, ma il passo della crescita interiore di ciascuno, me compreso. E se questi mesi hanno aiutato anche te, ringraziamo Dio. Noi di certo siamo grati a te, che con la tua preghiera e i tuoi aiuti hai camminato con noi verso il bene.

Mt 5,17-19      Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.
In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».