
Nato a Cafàrnao, figlio di Giovanni detto Giona; coniugato, residente a Betsàida, Galilea. Questo sarebbe scritto sui documenti di identità di Simone, detto Pietro. Si sarà sentito piuttosto coinvolto dalle parole di Gesù che leggiamo oggi: Cafàrnao e Betsàida contro Tiro-Sidòne e Sòdoma. I sodomiti, per molto meno si sono convertiti molto prima di voi. Un confronto pesantissimo, che sfiora l’insulto e che di certo è una fortissima provocazione. Anni fa mi raccontarono di un prete che andò dal suo vescovo per sollecitarlo a far visita a un sacerdote detenuto. Il vescovo tentennava, allora il prete incalzò: “Eccellenza, mi permetto di ricordarle che le mamme dei delinquenti fanno visita ai loro figli. Lei ha un figlio in carcere”. Non sappiamo se il vescovo fece visita al figlio. Sappiamo che il prete non fece carriera.
Mt 11,20-24 Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite:
«Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi.
E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».