
“Bona ventura!”, che fortuna, che grazia, esclamò Francesco d’Assisi quando guarì un bambino che fu poi chiamato Bonaventura. Divenne poi frate minore, superiore generale dell’Ordine dei francescani, vescovo e cardinale, Santo e Dottore della Chiesa. Ma la sua fortuna più grande, la fortuna più grande per ciascuno di noi, non è avere grandi titoli ed essere riconosciuti per quello che sappiamo. La più grande fortuna è essere istruiti dal Padre e dal Figlio che ci parlano l’uno dell’altro e ci attirano a sé. La più grande fortuna è capire che Dio lo si conosce nella semplicità e non nella complicazione. Gli esseri umani, invece, spesso amano complicare la vita al prossimo, rendendosi difficili nei rapporti e nella soluzione dei problemi. Chi decide di seguire la via dell’Amore diventa una persona semplice, che va dritto al cuore delle cose e riesce a intuire i bisogni altrui, senza bisogno di troppe complicate spiegazioni. Frequentare Gesù, il Figlio, porta a conoscere il Padre, il Dio della semplicità.
San Bonaventura dottore della Chiesa Mt 11,25-27 Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza.
Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
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