
da Dili, Timor Est Esistono davvero persone che si fanno la stessa domanda di quel tale: che cosa devo fare di buono? Molte non se ne vanno tristi, ma ascoltano e restano e vendono quello che hanno e lo danno ai poveri. Non posso fare nomi, sono così tanti che rischierei di dimenticarne qualcuno. Eppure davvero io ho visto persone vendere la casa, i ricordi di famiglia, vendere mobili e pianoforti, per dare ai poveri. Ho visto bambini della prima Comunione cambiare i regali con offerte, ho visto fare lo stesso a ragazzini della Cresima, a giovani coppie per il Matrimonio e il Battesimo dei figli. Ho visto presidi di scuole organizzare raccolte, gruppi di paesi darsi da fare per collette e lotterie. Ho visto girare la tredicesima e le premialità straordinarie ai poveri. Ho visto persone che non incontravo da anni far di tutto per vedermi e darmi aiuti. Ho visto arrivare offerte da persone che non conosco e altre lasciarmele nella casella delle lettere chiedendomi di non essere ringraziate. Ho visto professionisti aiutarmi gratuitamente per lavori e consulenze varie. Io ho visto. Se sono qui è perché molte persone hanno letto questa pagina di vangelo e l’hanno messa in pratica. Questo basta a dare speranza.
Mt 19,16-22 un tale si avvicinò e gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?». Gli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Buono è uno solo. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». Gli chiese: «Quali?».
Gesù rispose: «Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non testimonierai il falso, onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso». Il giovane gli disse: «Tutte queste cose le ho osservate; che altro mi manca?». Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!».
Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze.
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