
da Dili, Timor Est Difficilmente un ricco entrerà nel regno di Dio, difficilmente entrerà nelle situazioni dove Dio non ha paura di essere presente. E dunque farà fatica a incontrarlo. Non ho avuto il coraggio di fotografare la donna che pascolava questa vacca nella spazzatura. Sono solo stato contento di non incrociare il suo sguardo quando ho aperto il cancello di casa e sono uscito con l’auto. Mi sarei sentito in imbarazzo anche se non ne ho motivo. Gesù infatti non ce l’aveva con i ricchi, semmai con la miseria. Ce l’aveva con chi fa finta di non vederla e non la combatte. Alla rigenerazione del mondo la miseria finalmente scomparirà perché i ricchi, rigenerati, avranno capito che non basta augurare buona fortuna o dare buoni consigli a chi è messo male. I ricchi si accorgeranno dei poveri e smetteranno di averne paura. È la paura di dover lasciare ad altri le cose che ci danno sicurezza che ci fa stare sulla difensiva giudicando. Chi lascia, chi distacca il cuore da ciò che ha, diviene leggero e passa. Passa attraverso la cruna di un ago, passa attraverso le paure sue e altrui ed entra nel cuore dei fratelli dove Dio regna. Entra nel regno di Dio.
Mt 19,23-30 Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio».
A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: «Allora, chi può essere salvato?». Gesù li guardò e disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile».
Allora Pietro gli rispose: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi».