
da Dili, Timor Est Ognuno racconta del cielo e della terra credendo di averne una visione completa. Solo quando ci renderemo conto di avere una visione parziale smetteremo di insegnare agli altri e inizieremo a imparare. Ciascuno nasce nella sua casa, un punto di partenza ci vuole. Ma è solo un punto e ci vuole una partenza. Iniziamo dunque da quel pezzetto di mondo che siamo noi, da quelle decine di chili di creato che chiamiamo corpo e quell’insieme di pensieri ed emozioni che chiamiamo mente e psiche. Mettiamole sotto il governo dell’anima, che è una goccia di Dio in noi, e allora sarà pace dentro di noi. Cominciamo a riformare quel pezzo di Chiesa che siamo noi, facciamone “una Chiesa povera per i poveri” (poveri di ogni povertà). Riformiamo quel pezzo di mondo che siamo noi, facendone un pianeta pulito e pacifico. Se in noi regnerà Dio, almeno per qualche istante al giorno, allora il regno di Dio scenderà in terra almeno per qualche istante al giorno. E tu Gesù, l’unico che non ci guarda attraverso travi e ostacoli, libera il nostro sguardo e curaci.
Lc 6,39-42 Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:
«Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro.
Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».