
da Dili, Timor Est Cosa davvero vogliamo? Tra alti e bassi, tra capricci e sbalzi d’umore, dove andiamo? Questa generazione, quella di questo paese, è figlia degli eroi della resistenza e ora vive tra enormi magazzini cinesi che vendono di tutto. Si celebra ogni ricorrenza dell’indipendenza e la si filma con il cellulare. Si vive in baracche di lamiera raccontandosi le avventure di chi è all’estero e dice di un mondo duro, freddo, dove però c’è tutto. Ma quando sono là, non c’è che nostalgia e si resiste solo per fare un po’ di soldi. Queste contraddizioni valgono per tutti noi, sempre instabili e agitati. Impauriti pur tra i confort. L’unica via è riscoprirsi figli della Sapienza, figli di un Dio che ci conosce a fondo e si prende cura di noi. Figli della Sapienza, figli di un Sapore che nulla e nessuno può dare se non l’amore incondizionato di Dio.
Lc 7,31-35 Signore disse:
«A chi posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così:
“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”.
È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!”.
Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli».