Presenza

da Dili, Timor Est    Il Padre del cielo darà lo Spirito a coloro che glielo chiedono. E lo Spirito farà sorgere in noi la più bella delle domande: insegnaci a pregare, come abbiamo ascoltato nel Vangelo di ieri. Perché se uno sa come pregare e cosa chiedere, ha tutto. La preghiera del discepolo non è la preghiera del mendicante, di chi spera di ricevere attenzioni pur non avendone diritto. La preghiera del discepolo è una preghiera guidata dallo Spirito stesso di Dio. È dunque immergersi in un flusso, in una corrente, che è Dio stesso. Allora in quella preghiera, in quello scorrere di forza Divina, nascono le domande, giungono le risposte, le illuminazioni, soprattutto nasce il silenzio. Nella fiducia ci si lascia trasportare e pieni di Spirito si comanda a demoni e a malattie, si placano le tempeste di emozioni che ci hanno scosso e sbilanciato. Tutto ritorna in Dio e Dio ritorna in noi. Si diviene consapevoli cioè della sua costante e fedele presenza in noi.

Lc 11,5-13   Gesù disse ai discepoli:
«Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”, e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».