Questa generazione

da Dili, Timor Est   Non so se questa generazione è una generazione malvagia. Non so cosa diventeranno questi bambini, cresciuti nelle strade della capitale. Finché si è piccoli, tutto è un parco giochi e la natura aiuta ancora, anche in città, a vivere una vita semplice fatta di tanti amici e qualche straniero in riva al mare. Poi si cresce e la prospettiva è quella di andarsene lontani, non per ascoltare Salomone ma per cercare qualche dollaro.   C’è sempre qualcuno che, per molto meno, crede molto di più alla vita. Per un dollaro lascia la famiglia, per un titolo di studio passa notti intere a studiare testi in lingua straniera. C’è sempre qualcuno che, per avere ciò che noi abbiamo trovato nella culla, lotta e sogna per anni. E, grazie a Dio, c’è sempre qualcuno che gli tende una mano, che costruisce ponti, che allevia i pesi di una vita colma di ostacoli e così, forse, anche la miseria serve a qualcosa. A qualcuno. A te.

Lc 11,29-32    mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:
«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.
Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».

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