
da Dili, Timor Est Poche storie, nessuna scusa: Date in elemosina quello che avete dentro il piatto e il cuore. Parole dirette di Gesù, che provoca il padrone di casa non lavandosi le mani secondo tradizione. Insomma: se non nutri anche gli altri, hai le mani sporche. Gesù pone fine alle religioni che attribuiscono solo a Dio il bene e il male, insegnando che solo a lui spetta nutrire i suoi figli. Siamo figli dello stesso padre, dice Gesù, quindi fratelli. Sta a noi essere perfetti come il Padre, nutrirci gli uni gli altri, accudirci, prenderci cura degli altri. La terra da cui scrivo vanta di essere il paese, in percentuale, più cattolico del pianeta dopo lo Stato Vaticano. Mi diverto spesso a provocare i giovani: se è vero che siete i più cattolici del mondo, perché ci sono così tanti poveri e bimbi malnutriti? Che cosa vi suggerisce il Signore durante le bellissime processioni, i rosari di quartiere, le devozioni e le novene di cui è piena la vostra vita? Cosa insegnava Gesù, il digiuno o la condivisione? Sono provocazioni senza confini, che interrogano tutti noi.
Lc 11,37-41 mentre Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo.
Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro».