
da Dili, Timor Est Voi uomini della religione, di ogni religione, voi caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito! Tu invece, Gesù, i tuoi pesi te li porti. Per primo tu dai l’esempio. Tu, il grande pescatore di uomini, instancabile cercatore di anime, ci ripeschi da ogni male e ci inviti a seguirti. Se anche restassi solo al mondo, tu continueresti a lanciare la tua rete. Non hai mai caricato gli altri di pesi che tu per primo non stessi già portando. Tu non sei un sacerdote delle grandi religioni, che dal trono guarda gli altri vivere. Tu sei il figlio dell’uomo, il tuo altare è il mondo, il tuo calice sono i nostri cuori con il bene e il male che contengono, con le gioie e con i dolori. Tu ci porti tutti sulla croce, caricata sulle tue spalle. Tu sei la verità del mondo e della vita, incontenibile in alcuna religione, tu sei il Cristo, la Sapienza di Dio infusa in ogni atomo che compone questo bellissimo mondo. Sta a noi usare questa materia per fare il bene o il male, seguirti e pescare con te o lasciare la gente affondare negli abissi della sua solitudine, caricata di pesi insopportabili. Tu che ci chiami a seguirti, insegnaci l’amore incondizionato. Ci basti la gioia di avere te per maestro.
Lc 11,42-46 il Signore disse: «Guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo».
Intervenne uno dei dottori della Legge e gli disse: «Maestro, dicendo questo, tu offendi anche noi». Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!».
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