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da Dili, Timor Est   Un fico sterile in una vigna. Nella simbologia biblica significa una religiosità totalmente priva di frutti, una formalità fine a se stessa. Come quella di chi va da Gesù e, invece di piangere di fronte al male, cerca il colpevole nelle vittime stesse. Gesù chiede conversione e spera che, una buona volta, portiamo un frutto di dolcezza e la smettiamo di attribuire la povertà alle pigrizie dei poveri, le malattie ai malati, le fatiche agli affaticati. Chissà che un giorno, accuditi e nutriti dalla pazienza del Padre, riusciamo a vedere gli altri proprio come un albero che non fa frutto non perché è cattivo ma perché non ne ha ancora avuto la forza. Nutriamoci a vicenda, come un contadino fa col suo campo, anziché tagliare e buttare le relazioni quando perdono interesse. Domandiamoci con quale Amore possiamo nutrire e superare la sterilità che ci circonda. Perché poi, se qualcuno ci butta via allo stesso modo, allora ci pentiamo e invochiamo pazienza non sentendoci capiti. Non scoraggiamoci mai se ci sentiamo poco fruttuosi, il Padre fa di tutto per farci crescere.

Lc 13,1-9    si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».
Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».