Pioggia?

da Dili, Timor Est   Come adolescenti arrabbiati gridiamo “Non è giusto, non è giusto!”, ma non sappiamo dire cosa. Come mai questo tempo non sappiamo giudicarlo? Forse perché, come diceva San Francesco Bergoglio, non è un tempo di cambiamenti ma è un cambiamento di tempo. Stiamo entrando in un nuovo evo. Per capire ciò che è giusto non riusciamo più a usare le vecchie categorie. Per fare tornare i conti non basta farsi ripagare il male fino all’ultimo centesimo. Qui a Timor le stagioni erano due: era semplice dire arriva la pioggia o farà caldo. Ora non più. Tutto è in radicale cambiamento. O dunque ci disperiamo, rimpiangendo i bei tempi in cui tutto era chiaro, oppure gioiamo perché tutto questo ci aiuta e ci spinge ad avere come unico criterio di discernimento il Vangelo, letto con gli occhi dello Spirito Santo che agisce in noi in ogni momento e ci rende una cosa sola tra noi e con lui. Allora non passiamo più il tempo a cercare di capire perché succedono le cose, ma ci immergiamo nelle cose che succedono cercando di capire come le vivrebbe e le vive il nostro unico maestro Gesù.

Lc 12,54-59     Gesù diceva alle folle:
«Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto?
Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo».