
da Dili, Timor Est Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti. Mi impressionano sempre queste parole. Tante volte è Gesù a toccare le persone malate ma qui il movimento è l’opposto. Tutti cercano di toccarlo perché da lui esce una forza che guarisce indipendentemente dalla sua volontà. Come un profumo che si espande, come una luce al passaggio di una fiaccola, così la sua energia divina, la sua purezza, la sua pace. Il fuoco che portava in sé era talmente forte da curare in un istante chiunque lo toccasse con fede, come la donna che gli rubò la guarigione toccandogli il mantello di spalle. Chissà se la gente che tocca noi si sente meglio, se ne va sollevata e rallegrata o addirittura guarita. Ahimè, vale anche il contrario. Quando si accumula nervosismo, cattiveria e malumore, chi ci tocca si brucia, o se ne va depresso, appesantito e umiliato. Stiamo dunque attenti a cosa trasmettiamo. Quanto tempo dedichiamo in una giornata a ripulire mente e anima e ricaricarla di luce divina? Quanto a stare in contatto con Lui, per essere guariti e divenire guaritori?
Santi Simone e Giuda Apostoli Lc 6,2-19 Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore.
Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.
