Qualcosa non torna in questo Gesù che maledice un povero fico colpevole di non avere frutti fuori stagione. A meno che lo scopo non sia lanciare un segnale forte e chiaro. Il fico, nella Bibbia, rappresenta Israele e la Legge di Dio, alla cui ombra Israele vive e porta frutto. Trovarvi solo foglie, nient’altro che foglie e nemmeno un dolce frutto, è un po’ come rispettare una moltitudine di precetti religiosi senza dare amore. Per chi vive sotto la Legge di Dio, è sempre stagione di fichi, da lui ci si attende sempre amore. L’uomo pio senza amore è empio, è un albero secco sin dalle radici.
Sarà stato anche un brav’uomo, questo Timèo, ma non era stato molto fine a chiamare il figlio Bartimeo. Significa infatti figlio di Timèo. Insomma: sarebbe stato come lui. La strada era già tracciata, per questo figlio, nulla di nuovo all’orizzonte. Ormai anche il suo corpo lo diceva a tutti: era cieco, e instrada ci stava sedutoamendicare. Era però consapevole dei suoi desideri: vedere e camminare. Avere la sua visione della vita e il suo percorso. La domanda di Gesù non lo colse impreparato: “che io veda di nuovo!”. E subito vide e lo seguiva lungo la strada.
“Mi suun minga fada per ubidì, mi suun fada per cu-man-dà!”, diceva una simpaticissima anziana suora superiora. E diceva il vero: era stata per anni una vera madre per le sue suore, da tutte rimpianta. Esercitare l’autorità come un vero servizio èforse una delle sfide più forti del vangelo. Non opprimere gli altri con il peso del proprio ruolo è arte rara, davvero pochi ci riescono. Eppure come faremmo senza un fratello o una sorella che si caricano della responsabilità di prendere decisioni? Anche questo è amore.
Noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito. Perché Pietro sentì il bisogno di dirlo a Gesù? Cos’è mai questo lasciare tutto? Il primo interprete della Bibbia è la Bibbia stessa. La pagina precedente a questa ci narra che un tale aveva chiesto consigli spirituali a Gesù, ricevendo però una indicazione pratica: vendi quello che hai e dallo ai poveri, poi vieni e seguimi!Ma quello si era fatto scuro in volto perché possedeva molti beni. Dunque lasciare non è abbandonare, ma semmai non essere attaccati a case, campi, fratelli, sorelle, padri e madri e saperli dare ai poveri. Non è un lasciare per lasciare, ma un lasciare che anche altri ne possano godere. Non è un rinunciare negandosi qualcosa o qualcuno, ma è rinunciare a tenerlo tutto per sé, innescando così una reciproca condivisione che porta ad avere tutti cento volte di più.
Che oltre a Maria, la Madre di Gesù, ci fossero con gli apostoli alcune donne, è scritto non solo in questo testo. Sappiamo il nome di alcune, ma chi fossero è meno preciso. Forse parenti, sorelle, figlie o mogli degli Apostoli, divenute discepole. Forse donne e ragazze che avevano iniziato a seguire Gesù avendolo conosciuto per altre vie. Ciò che è certo è che non erano le perpetue degli Apostoli. Sta scritto infatti che questi erano perseveranti e concordi nella preghiera insieme ad alcune donne e a Maria. Dunque erano un unico gruppo. In ogni caso, ricordiamoci quanto detto ieri. Ricordiamoci che nostro compito è scoprire cosa lo Spirito ci insegna oggi, i passi che ci spinge a compiere oggi. Con Papa Francesco ci chiediamo: davvero sarebbe così strano che anche le donne ricevessero il sacramento dell’ordine, iniziando almeno dal diaconato? Certo, non basteranno le donne prete a dare un posto alla donna nella Chiesa, come non son bastati i pantaloni a darle onore e rispetto nella società. Ma cosa ci dice oggi Gesù?
Viene sempre all’improvviso, questo Spirito, così come all’improvviso ci sorprende la Pentecoste, festa dimenticata perfino dai cristiani eppure così essenziale. Gesù non ha parlato solamente tempo fa, esaurendo il suo messaggio. Gesù ha parlato e parla ancora: lo Spirito continua ad istruirci prendendo da Gesù e dal Padre. Il Vangelo non è una religione ma un movimento di fede, un cammino da percorrere, un’onda da surfare. Non siamo dei ridicoli militari uniformati, che segnano il passo senza muoversi, nel cortile della caserma. Il Vangelo è come il cielo: è sempre lo stesso eppure non è mai identico. Il vento, lo Spirito, muove le nubi e muove le coscienze e ci spinge a capire meglio ciò che capivamo di meno. Non hanno sbagliato i cristiani di ieri a dire quello che ieri hanno detto. Ma non potremmo ritenere le loro scelte sempre e comunque giuste per noi. A ciascuno il compito di ascoltare lo Spiritoche lo istruisce nell’attimo presente, nell’epoca che vive, nella cultura in cui deve operare. Buona Pentecoste a tutti!
Scattai questa foto nel millennio scorso, a Tabgha di Galilea, all’alba. Stesso luogo e stessa ora dei fatti narrati in questo ultimo capitolo di Giovanni. Se quelle rocce parlassero… Seguimi. Pare di sentirle ancora, le parole del maestro. Seguimi. Forse non se l’aspettava, Pietro, di essere chiamato di nuovo, dopo tutti quei tradimenti e cedimenti ed incredulità. Non udì alcun rimprovero. Seguimi. Così come sei, seguimi. Vivi come me, ama come me, prega come me. Seguimi. Non ti fermare, seguimi.
Siano una cosa sola, con se stessi, fra di loro e con noi, o Padre. Non siano frantumati, divisi, separati da molti impegni. Non vivano le giornate in corsa, distratti, rinviando sempre a domani l’incontro con un amico, la telefonata a chi è lontano, l’aiuto a chi ha bisogno. Sappiano fermarsi, rallentare, tacere, meditare. Siano una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato. E credendo, si salvi dal vuoto del nulla che divora la gioia. https://youtu.be/YtHl1-BweNw
In tutte le maniere vi ho mostrato che i deboli si devono soccorrere lavorando, dice Paolo. Egli si manteneva lavorando con le proprie mani ed evidentemente manteneva anche qualcuno che non poteva cavarsela da solo. E io per chi lavoro, oltre che per me? Ora che tutto riapre e finalmente torniamo a fare profitto, riusciremo a farlo anche per aiutare qualcuno? Almeno questa lezione l’abbiamo imparata? Questa conversione c’è stata? https://youtu.be/YtHl1-BweNw