Cammina

Prendi la tua barella e cammina. Così come sei, cammina. Dio non sceglie i perfetti ma i guariti. Ti sono perdonati i peccati, cammina. Dio non chiama gli impeccabili ma i colpevoli che si lasciano assolvere. Prendi la tua barella, il tuo passato, la tua storia, e cammina. Cammina come puoi, al passo che riesci, col fiato che hai. La vita non è una gara, anche se tutto te lo fa credere. Non è un concorso, anche se tutti nascondono i propri difetti. Sii quello che sei, non vergognarti della tua storia perché è la tua storia che ha fatto di te ciò che sei. E non dimenticare che gli altri ti vogliono bene. Non tutti, certo. Ma quattro amici che ti portano a spalla il Signore te li invia. Non sei solo. Non stare a terra a contemplare le disgrazie che ti paralizzano. Prendi la tua barella e cammina. Tu puoi camminare. Puoi portare a spalla chi sta peggio di te.

Mc 2,1-12 Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.
Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati».
Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua».
Quello si alzò e subito prese la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».

Oggi inizia il lungo viaggio verso Timor Est. Milano – Roma – Taiwan – Bali – Dili dove dovrei arrivare domenica 18 gennaio. La Locanda continuerà regolarmente, salvo problemi tecnici.

Diffondi

Non è l’unico caso in cui Gesù chiede a un miracolato di non dire niente a nessuno. Come è possibile tacere un miracolo e perché lo chiedeva? Resta un mistero. Io invece ti chiedo altro, alla vigilia di una nuova partenza per Timor Est. Perché tu che leggi ogni giorno la Locanda, non provi come questo uomo a proclamare e divulgare il messaggio del Vangelo? Ogni lettore anziché essere come un capolinea a cui il messaggio si ferma, potrebbe a sua volta inoltrare il link a un gruppetto di persone. Quando ci accade qualcosa di bello infatti, non possiamo tenerlo per noi, ma lo dobbiamo raccontare. Non si tratta di aumentare i followers né di cavarne guadagni (a me questo sito non rende anzi, mi costa). Si tratta di aiutare altre persone a leggere il vangelo quotidianamente. Come papa Leone ha detto ieri: “Non può mancare, nella giornata e nella settimana del cristiano, il tempo dedicato alla preghiera, alla meditazione e alla riflessione. Solo quando parliamo con Dio, possiamo anche parlare di Lui”. 

Mc 1,40-45 venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito, la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-01/papa-udienza-generale-dei-verbum-amicizia-dio-ascolto-preghiera.html

Bisogno

Tutti ti cercano!, dice Sinone a Gesù, e un po’ ci piacerebbe sentire le stesse parole. È dura infatti quando nessuno ci cerca e i pochi che si interessano a noi lo fanno solo quando hanno bisogno. Ma per Gesù non era diverso, basta leggere questa pagina con attenzione. La gente lo cercava perché aveva guarito malattie e scacciato demoni e forse è giusto così. Se gli avesse dato fastidio, non avrebbe operato guarigioni. Non dobbiamo avere paura di rivolgerci a lui solo nel bisogno. Se il nostro bisogno ci spinge a parlargli e ad avvicinarci a lui, così sia. E poi diciamocelo: abbiamo sempre bisogno. Impareremo a stare in dialogo interiore con lui anche in tempi di serenità e lo ringrazieremo e gli parleremo dei bisogni di altri.

Mc 1,29-39 Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui, si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

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Parola e polvere

Cosa significa che Gesù insegnava come uno che ha autorità, e non come gli scribi? Cosa facevano gli scribi quando insegnavano e predicavano? Citavano. Il loro parlare era una continua citazione di rabbi saggi e famosi. Libri, tradizioni, insegnamenti altrui, tutto a sostenere la loro predica. Facendo così credevano di dare fondamento autorevole al loro parlare, in realtà trasmettevano un senso di insicurezza. Pareva che il loro insegnamento non venisse da una personale assimilazione della Bibbia e degli studi che citavano. Essi erano ancora lì, sul quaderno degli appunti, nella memoria dello studente. Quando invece ciò che si è appreso entra a far parte della nostra stessa mentalità, si parla e basta, con naturalezza, miscelando tra loro pensieri altrui e personali intuizioni. Possibilmente con l’aiuto del grande Suggeritore che è Dio Spirito Santo. Si avverte allora, ascoltando, un senso di autorevolezza che non viene dalla presunzione di essere originali ma dalla certezza di essere figli. Quando siamo venuti al mondo non sapevamo nulla e tutto ci è stato trasmesso da altri. Ma altro è citare come un giovane teologo fresco di studi, altro è parlare dopo aver masticato Parola e polvere sulle strade di questo mondo.

Mc 1,21-28 Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafarnao,] insegnava. Ed erano stupìti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

Lasciate le reti

L’abbiamo detto ieri, guardando Gesù immergersi (battezzarsi) nelle torbide acque del Giordano. Non ha paura di calarsi nella nostra vita, di scendere là dove siamo sprofondati e tirarci fuori. Gesù è il grande pescatore di uomini. Una pesca subacquea per immersione, per battesimo. Senza fucile ma con una mano tesa verso la tua, che non riesci più a respirare e sprofondi. Non c’è luogo dove lui non possa raggiungerti, non c’è errore che lo tenga lontano. Se lo chiami, si getta in acqua a ripescarti. Tirato in salvo, ti insegnerà a fare altrettanto. Farà di te un pescatore di uomini.

Mc 1,14-20 Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. Subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

Facendo qualche conto, in questi due mesi in Italia ho avuto 41 incontri per un totale di 326 persone, sono entrato in 16 classi scolastiche e 4 gruppi di catechismo. Senza contare le varie celebrazioni.

Grazie a tutti per il vostro interesse alla nostra attività!

Battesimo

Questo è l’unico dialogo diretto tra Giovanni Battista e Gesù riportato nei Vangeli. Sembra di avvertire una certa complicità tra i due: lascia fare per ora, conviene così. Allora lo lasciò fare. Cioè Giovanni lasciò che Gesù si immergesse (=”battezzasse”) nel Giordano davanti a lui. Fu dunque una recita per motivare il popolo? No, il battesimo fu reale. Sia Gesù che Giovanni vissero quel momento con grande intensità. Così intenso e vero che lo Spirito si mostrò e la voce del Padre si udì. Fossero così vere le nostre messe, le nostre Comunioni! Si aprissero i cieli ad ogni nostra preghiera e vedessimo lo Spirito scendere e restare su di noi. Aumenta Signore la serietà della nostra preghiera.

BATTESIMO DI GESÙ Mt 3,13-17 Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.
Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.
Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

Tutto il mondo

Venne a Nazaret, dove era cresciuto. Quindi non aveva tagliato i ponti con i suoi e il suo villaggio. Era partito e viveva a Cafarnao, ma ciò non significava per lui dimenticare casa. Aveva semmai allargato i confini di Nazaret. Per lui tutto il mondo era Nazaret, così come ogni uomo e donna erano per lui padre e madre e fratello e sorella. Noi nel nome di Dio vediamo chiedere tagli, abbandoni, rinunce. Lui non lasciò mai nessuno, né tagliò e rinunciò a nulla. Lui, Gesù, univa, coinvolgeva, estendeva. Le pareti della minuscola sinagoga di Nazaret quel giorno si allargarono sino ai confini del mondo. Chi era lì ad ascoltarlo restava meravigliato delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca. La forza dello Spirito usciva da lui ed una luce pacifica e fortissima si espandeva mentre lui confidava a tutti la propria missione: portare ai poveri il lieto annuncio, proclamare ai prigionieri e agli oppressi la libertà.

Lc 4,14-22 Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca.

Sulle acque

Dentro di sé erano fortemente meravigliati e noi pure. Loro perché lo avevano visto camminare sull’acqua. Noi non solo per questo, ma anche per la naturalezza con cui Marco lo racconta: andò verso di loro camminando sul mare. Così, come nulla fosse. Ma è così che va, quando si vuole aiutare gli altri. Gesù camminò sulle acque in tempesta perché li vedeva affaticati nel remare. Quando a muoverci è il desiderio d’aiutare, nulla ci frena: le difficoltà si appianano, si galleggia sulle paure e si sorride nelle difficoltà. Dunque anche noi possiamo camminare sulle acque. E stiamone certi, non siamo mai soli. Mentre noi remiamo a fatica, il Maestro ci tiene d’occhio dalla riva e, prima che sia troppo tardi, interviene.

Mc 6,45-52  Dopo che i cinquemila uomini furono saziati, Gesù subito costrinse i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, a Betsàida, finché non avesse congedato la folla. Quando li ebbe congedati, andò sul monte a pregare.
Venuta la sera, la barca era in mezzo al mare ed egli, da solo, a terra. Vedendoli però affaticati nel remare, perché avevano il vento contrario, sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare, e voleva oltrepassarli.
Essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono: «È un fantasma!», e si misero a gridare, perché tutti lo avevano visto e ne erano rimasti sconvolti. Ma egli subito parlò loro e disse: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». E salì sulla barca con loro e il vento cessò.
E dentro di sé erano fortemente meravigliati, perché non avevano compreso il fatto dei pani: il loro cuore era indurito.

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Istituzioni

Le istituzioni, non noi in prima persona, le istituzioni preposte devono occuparsi dei bisognosi. Sarà. Chiediamoci però come mai, dalle nostre parti, lo Stato organizza persino l’assistenza sociale, il soccorso, la cura domiciliare, ecc. Chi scrisse queste leggi e creò queste istituzioni, da dove mai prese spunto, su quali pagine imparò che ci si deve occupare dei bisogni altrui? Forse da questa pagina di Vangelo. Voi stessi date loro da mangiare. Letta e riletta per millenni in queste terre d’Europa, è entrata nel DNA della memoria di intere generazioni che oramai, pur avendola forse dimenticata, ne sentono il messaggio come proprio. Voi stessi date loro da mangiare e da bere, da abitare e da curarsi ecc. Dunque sì, spetta alle istituzioni. Ma le istituzioni le creiamo noi e noi le manteniamo alte, nobili, funzionali, veramente efficaci. Esse non sono delegate a fare il bene al posto nostro. Sono piuttosto il riflesso del bene che sappiamo fare come singoli, della gratuità che sappiamo trasmettere ai nostri figli. Quindi per primi dobbiamo muoverci noi.

Mc 6,34-44  sceso dalla barca, Gesù vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.
Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i suoi discepoli dicendo: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congedali, in modo che, andando per le campagne e i villaggi dei dintorni, possano comprarsi da mangiare». Ma egli rispose loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Gli dissero: «Dobbiamo andare a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?». Ma egli disse loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». Si informarono e dissero: «Cinque, e due pesci».
E ordinò loro di farli sedere tutti, a gruppi, sull’erba verde. E sedettero, a gruppi di cento e di cinquanta. Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero a loro; e divise i due pesci fra tutti.
Tutti mangiarono a sazietà, e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci. Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini.

https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-01/concistoro-papa-cardinali-prima-sessione-missione-sinodalita.html

Le genti

Inizia da solo, senza paura. O forse sì, un po’ ne avrà avuta. Se non altro avrà provato molta emozione, come sempre si prova ad ogni partenza. Cosa si saranno detti, lui e i suoi, prima che lasciasse Nazaret? Dove sarà andato la prima sera? Forse in qualche locanda, poi magari avrà affittato un alloggio. Cafarnao è un villaggio tranquillo in riva al lago di Galilea. Una zona di passaggio, vicina al confine, una terra di sangue misto, di accenti inquinati, di sapori vietati e amori irregolari. Infatti la sua fama si diffuse per tutta la Siria e la Decapoli, territori stranieri. Poi fino a Gerusalemme. Cosa faceva Gesù, da solo? Due verbi, che dovrebbero stare sempre insieme: predicava e guariva. Una predica è credibile se ti guarisce il cuore, se ti senti meglio, se ti cura. E una guarigione è la più credibile delle prediche.

Mt 4   quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.