Connessione

“Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è colui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto”. A parlare così è Giovanni Battista. Un uomo che solo Gesù superava in capacità di vivere sulla terra costantemente connesso alla forza soprannaturale di Dio. Uomini ponte tra terra e cielo.

Gv 1, 29-34
image

Chi è?

Chiesero a Giovanni Battista Tu chi sei? Ed egli rispose io non sono. Non aveva importanza per lui affermar sé stesso quanto spostare l’attenzione sul Maestro. Non preoccupatevi di chi sono io ma di chi è lui. È in mezzo a voi e voi non lo conoscete. Questo è il problema: non conosciamo Gesù. Peggio: ne parliamo come se lo conoscessimo. Ce ne hanno parlato come se lo frequentassero. Si è giunti a far passare per sue regole che non si sarebbe mai sognato di imporre né di approvare. Solo dal Vangelo si può dire qualcosa su Gesù. Dal Vangelo letto con concentrazione di preghiera.

Gv 1, 19-28
image

Tornarono

I pastori se ne tornarono lodando e glorificando Dio. Anche i magi, che ci prepariamo a celebrare, li vedremo far ritorno per un`altra strada. Tutti tornano diversi dopo l’incontro con quella famiglia. La vita è la stessa ma, al contempo, tutto è cambiato.

Lc 2, 16-21

image

Aspettare

Simeone aspetta, Anna aspetta, tanta gente aspetta. Una telefonata, una visita, un segno di interesse e di vita. Gente chiusa nel proprio appartamento o in una cella di carcere. Gente chiusa nei propri pensieri. Tutti ad aspettare. Simeone ed Anna, benché anziani, non aspettavano le tipiche cose della loro età. Aspettavano un qualcosa di tipico dei giovani: aspettavano un segno di cambiamento. Lo riconobbero in un bambino.

Lc 2, 22-40

image

Accadrà

Simeone non ha incarichi particolari e non riveste ruoli ufficiali. Chi era questo Simeone? Un uomo che aspettava. Ecco: saper aspettare è di chi ha speranza. La speranza, quella vera, è l’attesa alimentata dalla certezza che ciò che Dio ha già deciso di donare, accadrà.

Lc 2, 22-35

Santa Famiglia

Una famiglia santa, una famiglia normale. Due giovani fidanzati che si riscoprono e ri-scelgono dopo una forte crisi. Un bimbo che da subito darà problemi non di salute ma di sicurezza e stabilità di vita. Per lui emigreranno fuggitivi in Egitto, per lui sosterranno le occhiatacce dei compaesani di Nazareth. Di lui saranno fieri, in lui crederanno anche quando tutti grideranno “crocifiggilo!”. Una famiglia santa, fondata sulla coscienza illuminata da Dio. Niente bigottismi, niente servilismi verso i sacerdoti e i religiosi. Liberi davanti a Dio. Questo Maria e Giuseppe insegnarono a Gesù: la libertà. Sempre e prima di tutto mai farsi imbrigliare il cuore nel nome di un Dio che invece lo libera.

S. Giovanni evangelista

Ma è Natale o Pasqua? Come mai questo Vangelo della Risurrezione, alle ultime pagine di Giovanni? Perché il Vangelo non è un libro e non è stato scritto partendo dalla prima pagina! Il Vangelo è una notizia, una “bella notizia”, cominciata con queste parole pronunciate da voci rotte dall’emozione e dal pianto misto a gioia: Ho visto il Signore! Poi furono scritte, arricchite di particolari e memorie attendibili, frutto di cuori che guardandosi indietro seppero leggere nei fatti un’opera di Dio. Il Vangelo non è un libro, è una testimonianza orale fissata sulle pergamene.

Gv 20