Maestro alla prova

Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento? chiese un dottore della Legge a Gesù per metterlo alla prova. Quale prova? Cosa voleva capire? Gesù risponde con un riferimento netto e diretto alla Bibbia, nemmeno prende in considerazione i più di 600 precetti che erano stati aggiunti dagli uomini alle dieci semplici Parole che Dio aveva ispirato a Mosè.  Forse proprio questo voleva sapere quel dottore della Legge: Gesù si orientava principalmente con la Parola di Dio o con quella, pur saggia e religiosa, degli uomini di Dio? Insomma, un po’ come fare la stessa domanda a un cristiano e stare a vedere se apre il catechismo o il Vangelo.

Mt 22, 34-40

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Pazienza!

Son tre anni che vengo a cercar frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Bisogna ammettere che questo tale che aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna non l’aveva piantato per sfizio, pronunciando il solito “si sa mai, vedremo”. Ci credeva davvero, su quei fichi ci contava e per ben tre anni era andato a cercarli tra le foglie. Tre lunghi anni di pazienza, prima di cedere e dire taglialo! Per poi lasciarsi presto convincere a dar di nuovo credito di un anno… Che uomo! Tutta questa pazienza e fiducia per un semplice albero. Chissà con moglie e figli!

Lc 13, 1-9

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Tempo

Quando vedete una nuvola da ponente dite: “Arriva la pioggia”. Quando soffia lo scirocco dite: “Farà caldo”. Sono venuto a portare il fuoco sulla terra! Come mai questo tempo non sapete valutarlo? Bella domanda. Ci basta un’occhiata dalla finestra per capire cosa indossare uscendo e con un tocco di app sappiamo l’andamento del traffico in tempo reale. Abbiamo capacità sviluppatissime e sensibilità addestrate. In cosa manchiamo d’allenamento se ancora scambiamo un fuoco di paglia per fuoco di brace, una parola bella ma passeggera per Parola vera e fedele?

Lc 12, 54-59

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Divisione

Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre… Una maniera molto forte per togliere ogni illusione: seguire Gesù implica sempre un certo dissenso pure tra chi amiamo. Le scelte che compi non le devi compiere da solo ma verificarle con Gesù stesso. Ciò non ti garantisce l’assenso dei tuoi cari ma certamente ti difende dal rinunciare per ricatto affettivo.

Lc 12, 49-53

Ladri

Se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti, perché nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo. E, dato che nel nostro inconscio abita la paura che questo Figlio dell’uomo venga a disturbare i nostri progetti e a rubarci la pace, Gesù stesso toglie ogni imbarazzo paragonandosi a un ladro. Ma noi che viviamo in case allarmate e camminiamo con la mano al portafoglio, pronti ad ogni segno di pericolo, gli ripetiamo le parole con cui si conclude il Nuovo Testamento: Vieni Signore Gesù! Vieni pure e rubaci il cuore! Aiutaci a cogliere la tua Presenza.

Lc 12, 39-48

 

Di chi?

Che farò? Demolirò, costruirò, raccoglierò, dirò a me stesso… Il protagonista della parabola non conosce altro che la prima persona singolare! Se parla a qualcuno è perché sta parlando a se stesso. Una vera tragedia sarà per lui incontrarsi con Dio, con l’Altro che ti parla sempre degli altri. Meglio iniziare prima a farne conto! Quello che hai preparato, di chi sarà?

Lc 12, 13-21

In faccia!

Tu non hai soggezione di alcuno perché non guardi in faccia a nessuno, dicono i farisei e gli erodiani a Gesù, prima di porgli la nota questione sul tributo a Cesare. E credono pure che queste parole possano fargli piacere come farebbero piacere a chiunque. “Quel che devo dire lo dico, quel che devo fare lo faccio, non guardo in faccia a nessuno”, spesso dice chi si vanta della propria determinazione. Per non aver soggezione di qualcuno è necessario non guardarlo in faccia. Che sia nascosto da un cappuccio nero o dallo schermo di un telefonino, il risultato non cambia: a chi non vedi in faccia puoi dire e fare di tutto. Non provare soggezione perché non si guarda in faccia non è dunque segno di forza e libertà ma semmai di debolezza e vigliaccheria. Era vero che Gesù non provava soggezione di nessuno, ma la gente la guardava in faccia eccome! Guardava in faccia tutto, persino la faccia dell’imperatore sulla faccia del denaro. Mostratemi la moneta. Questa immagine e l’iscrizione di chi sono?

Mt 22, 15-21

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San Luca

Guarite i malati e dite: “è vicino a voi il regno di Dio”, con queste parole Luca ricorda come Gesù inviò settantadue discepoli a evangelizzare. Il Vangelo di Luca, il Vangelo che ci toglie ogni dubbio sulla bontà infinita di Dio. Il Vangelo che descrive un Gesù medico, che desidera curare le persone “ammalate di male”.

Lc 10, 1-9

Valore

Trova tutte le strade possibili, sfrutta ogni occasione e alla fine raggiunge il cuore di tutti: la paura di non valere un gran che. E quando si teme qualcosa, se ne trova conferma ad ogni istante e si tende a leggere tutto con quel filtro. Non conto nulla, non son capace, non riuscirò, altri sono stati scelti, su altri si volge l’attenzione, chi mi nota, chi mi cerca? E scava, scava ferite in noi questa paura. Ferite che mascheriamo o che cerchiamo di curare ognuno a modo suo. Ma la medicina più efficace è credere alle parole del Vangelo di oggi: voi valete! Non abbiate paura, voi valete!

Lc 12, 1-7

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