Amerai il tuo prossimo come te stesso, risponde il dottore della Legge a Gesù, citando la Bibbia. Poi però continua e chiede chi sia mai questo prossimo, questo vicino da amare. Gesù non risponde citando la Bibbia ma raccontando una parabola, quella che chiamiamo “del buon samaritano”. Dato che la conosciamo a memoria non la leggiamo mai e tiriamo le conclusioni ovvie: il samaritano è buono perché aiuta il suo prossimo ferito dai briganti. Se leggessimo bene noteremmo che la domanda di Gesù è un clamoroso ribaltone: chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nella mani dei briganti? Colui che ha avuto compassione di lui, risponde giustamente il dottore. Ma allora il prossimo è uno da amare o uno che ci ama? Destinatario o mittente d’amore?
Lc 10, 25-37