Vive già

Quando hai un figlio malato non guardi in faccia a nessuno. Questo funzionario del re da Cafarnao va da Gesù a Cana di Galilea, incurante del suo titolo e delle eventuali voci che si sarebbero sparse.“Signore, vieni prima che il mio bambino muoia!”. Ma Gesù non si muove. Però parla: “Va’, tuo figlio vive”. A questo punto la scelta: o resti deluso perché Gesù non si scomoda per te, o credi e vai. Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino. Che fede! La distanza era molta, più di un giorno di cammino. A ogni passo risuonano le parole tuo figlio vive. Non “vivrà” ma “vive”. Vive ora mentre ti parlo. Vive già. Anche se non vedi, anche se non sai ancora, lui già vive. Tu hai bisogno di spazio e tempo per constatarlo, ma Dio agisce sempre al presente: è già accaduto quanto mi chiedi. Devi solo pazientare, attendere che la terra ti scivoli sotto i piedi, che la distanza si copra, che il tempo passi. Se lo credi. Quell’uomo credette. Per questo si mise in cammino. E quando seppe che il figlio viveva, volle sapere a che ora avesse cominciato a star meglio e riconobbe che proprio a quell’ora Gesù gli aveva detto “Tuo figlio vive”. Fede è credere che se Dio ti dice “Sì” è già realtà. Tu devi solo attendere che si renda visibile.

Gv 4, 43-54

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