Forse solo le bestie gli regalavano sguardi di affetto puro, ignare dei suoi peccati, incuranti delle sue scomuniche, desiderose solo delle sue carezze. Si lasciavano guardare negli occhi senza voltarsi di scatto sputando a terra con disprezzo. Gli parevano millenni che non incrociava uno sguardo umano altrettanto pulito e amante. Quel giorno, due occhi ingenui lo fissarono come nulla fosse. Forse si chiese se quell’uomo fosse tanto straniero da non riconoscere un laido esattore al servizio dell’impuro soldo romano. Gli parve di esser partorito di nuovo in terra, di esser guardato come fece sua madre, secoli prima. Sentì la forza della vita ritornare. Si alzò e lo seguì. Si chiamava Matteo, quasi se l’era scordato.
Mt 9, 9-13 S.Matteo apostolo ed evangelista http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+9%2C+9-13&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1
