Come un idrovolante che dal cielo scende e plana sull’acqua, l’accarezza immergendosi e sollevando una scia bianca di spruzzi ed onde. Poi dà di nuovo gas e si rialza. Così è l’uomo: una creatura ponte tra terra e cielo, uno spirito eterno che si immerge nella materia per una spanna di tempo. Poi riprende quota e va. Va e vola alto, tanto più ha saputo immergersi e dialogare con tutti i regni e i mondi materiali. Con gli animali, con le piante e i fiori e le rocce e i minerali. E dialogando ha dato loro consapevolezza di esserci, perché questo a loro manca. Così immersi nel presente che non sanno di viverlo, finchè un uomo con li carezza, o ne ammira i colori o annusa i profumi o si incanta della loro lucentezza preziosa. L’uomo è ponte anche verso l’invisibile, entra in contatto con chi esiste senza un corpo. Parla agli angeli ai santi e ai serafini. Parla al Risorto e a sua madre. Parla alle anime di chi ha vissuto qui prima di lui. E così ogni uomo è un pontefice tra terra e cielo, e così appaga l’ardente aspettativa della creazione di entrare anch’essa nella libertà dei figli di Dio, gli uomini.
