Più che a dire dei no, insegnò loro a dire di sì. A se stessi. Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. Fiumi di persone che trovavano alloggio nel loro cuore, che vi scaricavano le loro vite, che si appoggiavano a loro. Non era facile capire cosa fosse giusto fare di fronte a quei bisognosi che non diminuivano mai, a quelle richieste che non calavano, a quelle agende sempre intasate, a quel telefono che non dà tregua… Insegnò loro che chi vuol nutrire deve mangiare, chi vuole aprire la porta deve saperla accostare. Pena la disintegrazione.