Si rallegrerà

Voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà, disse Gesù ai suoi. Ce lo dice ancora. Chi segue il Vangelo infatti, acquisisce poco a poco una sensibilità diversa da quella del mondo, da quella cioè che naturalmente tutti hanno. A volte ci si trova a piangere e soffrire per ciò che invece non tocca minimamente gli altri. Ci si ritrova coinvolti emotivamente in realtà che, agli occhi dei più, restano assolutamente invisibili. Ed accade anche il contrario: ciò che causa pianti e lacrime, gioia ed entusiasmo in molti, non produce un grande effetto in chi segue il vangelo. Non perché il vangelo renda snob, ma perché sposta la prospettiva, la scala di importanza, il valore delle cose e dei gesti. Così, a volte ci si ritrova da soli a sentire compassione fino alle lacrime per situazioni di cui nessuno si accorge. Oppure si gioisce e si è sereni mentre attorno a noi vediamo solo musi lunghi e volti depressi.

Gv 16,16-20 disse Gesù ai suoi discepoli: «Un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete».
Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra loro: «Che cos’è questo che ci dice: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”, e: “Io me ne vado al Padre”?». Dicevano perciò: «Che cos’è questo “un poco”, di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire».
Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: «State indagando tra voi perché ho detto: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”? In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia».

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