Una cosa sola

Continua il dialogo di Gesù col Padre. Continua la sua preghiera e questa volta cita direttamente noi, cita te che stai leggendo questa pagina di Vangelo. Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola. Non prega genericamente, chiede nello specifico. Chiede l’unità delle nostre anime: siano una cosa sola, siano perfetti nell’unità. Non sta certo alludendo all’andarsene in giro vestiti identici o a pregare con identiche formule cantando identici inni. Gesù viveva in una società semplice e piccola, ma già multiculturale, in cui si parlavano almeno tre lingue in tre differenti alfabeti: ebraico, latino e greco. L’unità è d’anima, è di intenti, è d’amore. L’unità è nella preghiera reciproca, ispirata dallo Spirito, rivolta al Padre nel nome di Gesù, con Gesù. Dove due o più sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro. Io in loro e tu Padre in me, perfetti nell’unità.

Gv 17, 20-26 Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:
«Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me.
Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo.
Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».

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