Non il mondo

Due paci diverse dunque? Eppure, se è pace è pace. Ma, come l’amore, anche la pace è una parola bistrattata. Forse perché la pace non è una parola di quelle che possono restare soltanto parole. La pace va fatta. Nel senso che va costruita e mantenuta. Ma la pace che dà il mondo, è vera? Chi ci darà pace?

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Continua

Vi è un momento in cui diviene chiaro, doloroso, che la direzione in cui il vangelo ti spinge ti separa da molti. Tu prosegui, perché non vuoi perdere il tuo Maestro e lui ti porta ad amare e dare la vita per persone che non immaginavi potessero rubarti il cuore e le energie. Ma è proprio qui che molti non ti seguiranno, non ti capiranno. A volte risulterai anche odioso, tanto diverso è il tuo pensiero dal loro, il tuo agire dal loro agire. Non importa, fa parte del gioco. Tu non smettere di pensarla come il Maestro di Nazareth.

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https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2022-05/timor-est-adozione-documento-abu-dhabi.html

Mondo Nuovo

Siamo a caccia costante di novità. Le persone stesse le apprezziamo per la loro capacità di cambiare, di rinnovare e accettare novità. La fedeltà, la costanza, la memoria, l’antichità, ormai sanno di vecchio e non hanno possibilità di competere con ciò o con chi si presenta come nuovo. Ebbene sia! Se amiamo le novità, dobbiamo esserlo. Chi ama secondo Gesù, diviene una novità vivente. Vi do un comandamento nuovo: amatevi come io vi ho amato.

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Pienezza

Anche per credere a queste parole ci vuole fede. Credere che ciò che ci ha detto Gesù sia per la nostra gioia. Una gioia piena, vera, profonda. Quella che ti fa sorridere e cantare anche nelle difficoltà, perché il tuo orizzonte è tanto grande che è impossibile vedere solo il male che ti affligge oggi. Certo, il mondo è pieno di gente che dà la vita per un duce, contro i suoi nemici. Forse saranno eroi, ma non certo felici. Chi segue il vangelo invece non dovrà eliminare nessuno, saprà per chi vivere, per chi spendere e spendersi. Saprà sempre convogliare le forze sull’unico obiettivo dell’amore. E chi ama ha la gioia.

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In ogni direzione

Sono un po’ come le ortiche, i farisei. A piccole dosi, con attenzione, si possono usare anche per il risotto, perché nulla e nessuno è mai da buttare. È che, appunto, ricrescono sempre, non stanno al loro posto e, ovviamente, sono urticanti. I farisei di oggi sono quei nostri pensieri di intransigenza e rigidità religiosa, il desiderio di selezionare i pochi ma buoni e lasciare fuori la feccia miscredente. I farisei oggi si annidano nelle paure di cambiare, nel restare aggrappati al “si è sempre fatto così e così sempre sarà”. Il fariseo, in fondo, è un gran pauroso. Non conoscendo bene il vangelo, chiama “cambiamento” ciò che Gesù chiamava compimento. Perciò crede che cambiare significhi tradire il messaggio originale. Ogni passo in avanti gli pare tirare vergognosamente a sinistra e, gridando allo scandalo, innestata la retromarcia accelera tenendo il più possibile la destra. Ma il vangelo non va a destra o a sinistra e, come un’onda, si diffonde in modo circolare. Dal sepolcro vuoto di Gerusalemme fino ai confini del mondo si ode cantare: Il crocifisso è risorto!

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https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2022-05/czerny-cardinale-martini-milano-opera-omnia-volume-bompiani.html

Cosa ti lascio

Non abbiamo bisogno di vincere. Abbiamo bisogno di pace. La mia vittoria è la tua sconfitta e io la temo perché un uomo sconfitto è umiliato, e un uomo umiliato cerca rivalsa. Magari dopo anni e intere generazioni, ma l’occasione giungerà e verrà colta. Tra fratelli o tra popoli, la dinamica è sempre questa. La pace che dà il mondo non è vera pace. Non abbiamo bisogno di sconfiggere ma di fare pace. Per questo bisogna pregare per i nostri nemici, perché solo pregando si parla direttamente al cuore, alla parte buona e santa di ogni essere umano, lì dove Dio ha lasciato la sua pace.

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Capirete

Lo Spirito vi insegnerà ogni cosa. Dunque capire e sapere sono sempre al futuro. Tutto il cammino ci sta davanti. Non lo diremo mai abbastanza, soprattutto in questi tempi arroganti, in cui chiunque si crede competente in ogni cosa: vero sapiente è chi sa di non sapere. Vero discepolo di Gesù è chi sa di essere entrato nel mondo del vangelo solo con la punta del piede. Tutto è ancora da capire, ancora da scoprire. Il mio alunno parrucchiere che mi chiede dove vanno i bimbi morti prima del parto; la sua compagna che vuole consigli per mettersi in contatto con la bisnonna defunta; la giovane mamma di Timor che vorrebbe capire di più su Gesù. Sono loro che ci salveranno perché, finché ci faremo una domanda, lo Spirito potrà scendere a istruirci.

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Amatevi

Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli. Altrimenti no. Altrimenti sapranno che siete osservanti, o pii, o scrupolosi e timorati di Dio. Ma non miei discepoli. Dunque amatevi. Però non come vi pare, non come vi sembra giusto. Ma come io ho amato voi. E in Matteo 25 leggiamo e scopriamo come ama il discepolo. La Chiesa ci consegna l’elenco delle quattordici opere di misericordia corporale e spirituale. Un indispensabile specchio che ci rivela come è il nostro amore.

Come scegliere?

Come ce la immaginiamo la nomina di un vescovo? Ci dicono sempre che è lo Spirito Santo che sceglie. Gli Apostoli, i primi “vescovi” (allora non si chiamavano ancora così) li aveva scelti Gesù in persona, Giuda compreso. Ora Gesù non c’era e Giuda nemmeno. Si trattava di sostituirlo, poveretto. Ma povero anche chi sarebbe stato chiamato al suo posto: Giuseppe Barsabba il Giusto oppure Mattia? Quanto a nome parrebbe più adatto il primo, ma la sorte cadde su Mattia. Dunque, sorte o Spirito? Prima di tirare i dadi pregarono: Signore, mostraci quale hai scelto. Forse ci pare un po’ infantile o magico pensare che lo Spirito manovri i dadi. Ma peggio sarebbe vedere uomini di Chiesa manovrare la scelta, per poi attribuirla allo Spirito.

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Cambiate

Siate saggi, o sovrani, lasciatevi correggere. Cambiare idea si può, cambiare idea si deve. L’uomo si è evoluto proprio così, cambiando opinione. Ma pare che tutti voi sovrani che giudicate la terra, ogni giorno perdiate giudizio. Tutti, senza distinzione – in questo siete uguali – sembra decidiate per il peggio. Con pari sforzo, determinazione e unanimità, forse anche con meno, avreste potuto risolvere gli enormi problemi che schiacciano ogni giorno la vita di miliardi di esseri umani. Ma di quelli non vi importa. Ciascuno di voi, convintissimo di essere nel giusto, di essere l’unico giusto, procede ostinato sulla strada sbagliata, la strada che percorre chi crede alla violenza. E noi, che diciamo di seguire il maestro della pace non violenta, colui che morì perdonando, Gesù di Nazareth, forse dovremmo rivolgerci a lui, con timore e tremore e, come lui ci chiede, pregare per i buoni e i cattivi. Senza perdere tempo cercando di distinguerli.

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