C’è un velo di sonnolenza che annebbia l’Occidente, dove il sole cade ‘occiso’ ed esce il buio. Dove ogni foto e parola ‘forte’ scuote l’animo, ma come di uno che è nel sonno. Si spaventa, sgrana gli occhi, poi ritorna a dormire e non agisce. Ma noi non dormiamo come gli altri. Non liquidiamo con un ‘mamma mia’ di due secondi le cose lette o raccontate. Non seppelliamo volti come questo in un sarcofago di ricordi. Vogliamo che ci tengano svegli e lucidi.
1Ts 5,1-6.9-11 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=1Ts+5%2C1-6.9-11&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1
Sì, siamo a casa, siamo tornati dove siamo cresciuti. Ma non è come sembra, non ci sentiamo missionari. O forse sì, forse qualcosa abbiamo portato ai poveri. Gli abbiamo portato noi stessi, perché ci liberassero dalla prigionia del consumismo e dall’oppressione del risultato. Per esser guariti dalla cecità del benessere e sperare di vivere un anno di grazia.
Follow me, seguimi, stammi dietro. L’invito di Gesù si fa sentire forte e chiaro per chi vuole prendere il volo.
aeroporto di Dili – Timor Est
Come un uomo che partendo già desidera restare. Eppure non vi è nulla di romantico né affascinante nella miseria. E allora perché causa nostalgia? Di che? Di Chi?
Solo tu puoi farlo. Le altre possono forse aspettarti e incoraggiarti. Sarà più facile che ti sfottano. Se non ti muovi tu, la foto verrà scattata senza di te e non sarai conosciuta. Ci sono cose che solo tu puoi fare per te. Non è forse questo il prezzo della libertà? Ma tu ce la metti tutta. Non vuoi arrivare tardi. Ti aggrappi con le unghie e risali. Ed entri con le altre nella foto. Nella vita.
L’incarico lo dobbiamo accettare, è codardo ogni rifiuto. Siamo stati messi a capo, per dare cibo a tempo debito. E acqua e vestito e cure e sorrisi, diritti e istruzione. L’Altissimo ci considera suoi fidati e prudenti collaboratori per la distribuzione dei beni della terra. E noi, per tutta risposta, prima di pranzare a dismisura respingiamo cortesemente la nomina con simili preghierine: “Grazie Signore per questo cibo, danne a chi non ne ha”. Ma… non dovremmo farlo noi?
5 anni fa moriva Carlo Maria Martini. La sua dolce paternità non è terminata allora, ma continua in altra forma invisibile agli occhi ma non all’anima.
Nauseato e stufo di vedere queste scene di fatica e duro lavoro, notte e giorno, ho sfogato la mia rabbia scattando un’intera sequenza. E il giorno in cui una bimba in questo stato ci parrà normale, se non ci farà venire voglia di gridare o condividere questo testo o risparmiare acqua lavando i denti… Insomma, se non avvertiremo alcuna minima reazione, allora dovremo farci vedere, ma da uno bravo, perché avremo certamente seri problemi di cuore!
Gaya loos! Che bella! Esclama Suzana ammirandosi in foto. Come darle torto? Peccato che non abbia smartphone a cui inviarla o parete di cameretta a cui appenderla. Gustatevi per lei i suoi 12 anni di bellezza e stracci, ma non con gli occhi di Erode. Eppure chi non ti capisce non è umano, caro il mio vecchio re! È però in altro che vorrei imitarti. Esser capace anch’io di promettere qualsiasi cosa. Farlo però con chiunque e in cambio di nulla. Chiedimi quello che vuoi. E poi: io stesso saprei rispondere a una tale domanda?
Durante l’occupazione indonesiana fu posta questa Madonnina sul monte Ariana. Ora che la grazia della libertà è stata donata, vi si continua a salire in ringraziamento. Perché chi giura per il cielo giura per il trono di Dio. Un trono invisibile fatto di vento azzurro, che poggia in terra in mezzo a noi. Un Dio che non sta altrove, in un luogo diverso dalla terra. E la Terra e ogni nazione e il cosmo intero sono contenuti tutti in Dio, come il bimbo nel corpo della madre. E, mentre lo ama e nutre del suo stesso sangue, lui forse si domanda se lei esista davvero, solo perché non l’ha mai vista in volto. Ma, da queste parti, questo banale dubbio non è ancora giunto.
Lascia che gli altri giochino coi loro tempi il gioco della vita e non interromperli. Non dire a nessuno che lui è il Cristo. Non forzare un annuncio, tu non sei che carne e sangue e non potrai rivelarlo. L’evangelizzazione nasce da una sete e da un richiamo interno, dal Padre. Saranno loro a chiederti come mai sei così felice in un mondo tanto ingarbugliato. Allora gli parlerai del tuo Vangelo. Ma fino a quel momento, lasciali giocare.