Eccoli lì, tutti e tre a tavola, ognuno col suo carattere. Lazzaro: l’amico silenzioso di Gesù. Non una parola esce dalla sua bocca in tutti i Vangeli. Di questi tempi ci avrebbero annoiato ad ascoltar la sua esperienza di morte e resurrezione. Ma si può testimoniare l’amicizia con Gesù senza proferire verbo. Poi c’è sua sorella Marta: lei parla, eccome. Più che parlare sa chiedere, sa dire ciò che vuole. Fu lei che protestò con Gesù per esser rimasta sola a servire, fu lei che lo spinse a risuscitare Lazzaro. Infine ecco Maria, la senza misura. Gesù stesso lo notò: lei ti dà sempre la parte migliore del suo tempo, delle sue cose, di tutto. Tre fratelli, come tre sfere di luce: il silenzio, la richiesta, il dono. In questa settimana santa, quali spazi di silenzio sacro mi preserverò? Quale grazia chiederò per me e per altri? Cosa e a chi saprò donare?
Lunedì santo Gv 12, 1-11 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+12%2C+1-11&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1





Lo vedo dal bus e tifo per lui. Sta cercando di raggiungere la fermata per poter salire al volo. Corre forte e spero che ce la faccia. Il bus frena, apre le porte, la gente sale. Lui ancora corre, gli manca poco. Poco ma più del possible. Ormai mi è chiaro che non ce la farà: questa è fisica. Il bus è perso. Forse Gesù li vide così quel giorno, quei farisei, e pensò: se vanno di questo ritmo, gli ci vorranno secoli. Questi non ce la fanno, non riusciranno a cambiare mentalità prima di morire. Moriranno nel loro peccato, dove vado io loro non ce la faranno a venire. E glielo disse.

