Nessuno lo direbbe

Ecco, parla liberamente e non gli dicono nulla! Parlavano così i padri davanti ai figli, a Gerusalemme, e con il dito indicavano Gesù. E così i loro figli imparavano che lui meritava la morte e che le autorità non erano in grado di farsi rispettare. Doppio danno. Fortuna che ora le cose sono diverse. Nessuno mai si permetterebbe di diffondere una tale sfiducia nel cuore dei ragazzini. Nessuno mai direbbe loro che gli assassini restano impuniti, che tutti rubano liberamente, che è vietato difendersi o che è lecito sparare nella schiena ad un ladro di sigarette. Chi mai direbbe simili idiozie? Nessuno lo direbbe, perché ormai sappiamo tutti che i giovani sono delle spugne, che assorbono senza filtri ogni nostra parola, che amplificano ed estremizzano ogni nostra reazione. Nessuno vuole così male ad un ragazzo da renderlo vecchio con una sola parola lamentosa.

Gv 7, 1-2.10.25-30  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+7%2C+1-2.10.25-30+&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

 

Continuo

Te ne stai tranquillo a prua, a goderti l’aria che ti sfiora o a poppa guardando i gabbiani che inseguono la nave e pescano nella sua scia bianca. Appoggi la mano alla sponda e senti una vibrazione sorda e continua. Allora tendi l’orecchio e avverti un rumore di fondo. Quando entri in coperta, mentre mangi o parli con gli amici, ad ogni istante ti accorgi che c’è, non smette mai. E’ quando scendi le scalette interne e ti cali nel buio verso la sala macchine che ti accorgi del motore: è lui che spinge tutta quella massa, ininterrottamente. Quando risali ne sei più consapevole: agisce anche ora, ti dici. Così è Dio. Il Padre mio agisce anche ora.

Gv 5, 15-30  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+5%2C+15-30&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Solo chi vuole

Attraversavo piazzale Baracca, a Milano, un pomeriggio caldissimo di anni fa, ed ero tristissimo. Mi venne incontro un ragazzo, piegato in due, che iniziò a mendicare cantilenando i suoi malanni. Passai oltre, accennandogli un sorriso distratto. Al mio ritorno si ripetè la scena, ma questa volta non mi trattenni. Non so perché, scoppiai a ridere e, allargando le braccia esclamai: “Sei un attore incredibile! Dovresti andare a Hollywood!” e gli strinsi la mano. Scoppiò a ridere di gusto anche lui e, tirandosi dritto, mi disse “Grazie amico!”. E così, tra la gente che ci guardava stupita, ci lasciammo ridendo entrambi, guariti uno dalla tristezza e l’altro dalla finta gobba. Perché guarisce solo chi vuole farlo, mentre chi gode del suo male si arrabbia con chi lo risana. Come il tizio lagnoso del Vangelo che ora leggerai:

Gv 5, 1-16   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+5%2C+1-16&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Oggi la Locanda compie 3 anni!    Dal 28 marzo 2014:  1097 giorni, 1097 articoli.  18182 visitatori.  55429 visualizzazioni. oltre 100 iscritti via email.      GRAZIE A TUTTI!

Tempo passato e perso

“Quando tutto si accelera per costruire – in teoria – una società migliore, alla fine non si ha tempo per niente e per nessuno. Perdiamo il tempo per la famiglia, il tempo per la comunità, perdiamo il tempo per l’amicizia, per la solidarietà e per la memoria”.*  E questo tempo perso ci fa girare indietro, a guardare al passato, pieni di rabbia e nostalgia per aver vissuto male o in modo diverso da come avremmo voluto. E allora sarà il momento di fermarsi e dire sì al presente, alla creazione che avviene in ogni istante. E non si ricorderà più il passato, non verrà più in mente, poiché si gioirà sempre. Si godrà di quello che Dio sta per creare.

Is 65, 17-21  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=is+65%2C+17-21&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

*cit. Papa Francesco, omelia parco di Monza  http://w2.vatican.va/content/francesco/it/homilies/2017/documents/papa-francesco_20170325_omelia-visitapastorale-milano.html

Che dite?

Forse, sentendoli parlare così, esultò: “Finalmente l’avete capito che ho l’età e posso parlare io di me stesso!“. Eh sì, perché sinora avete deciso tutto voi. La mia cecità vi ha autorizzato a parlare per me anche se non sono muto e a scegliere per me, anche se non sono limitato. Sarei vigliacco se vi rinfacciassi di avermi messo al mondo in queste condizioni: non credo di aver peccato io né voi perché nascessi cieco. Tutto il resto però l’avete pesantemente condizionato: amici, abiti, scuola, sport, musica, letture… Persino il luogo in cui raccolgo elemosine l’avete scelto voi! Oggi però, d’improvviso, mi avete lasciato libera scelta, autonomia assoluta, in un campo in cui avrei preferito invece sapere cosa credete: la fede. Ha l’età – avete detto – chiedetelo a lui, decide da solo se seguire Gesù. E voi, voi che dite di Gesù?

IV di Quaresima Gv 9, 1-41  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+9%2C+1-41&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Le altre invece

Era la prima cui lo chiedeva? Non che lei fosse una seconda scelta, ci mancherebbe. Ma quante, chissà, non si accorsero nemmeno che era entrato in casa. Altre magari lo videro e gli dissero di no. E lui passava, passava di casa in casa e cercava. Cercava una che non fosse così maledettamente occupata con altro, che avesse un briciolo di attenzione per lui. Poi la trovò, a Nazaret. Non lo stava aspettando. La colse di sorpresa e la spaventò, ma fu pronta a dire sì. Le altre invece avevano preferito non scomodarsi più di tanto. Tuttora è così. Gli angeli passano e offrono occasioni. Alcuni le colgono, altri le lasciano cadere.

Annunciazione Lc 1, 26-38  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+1%2C+26-38&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Arcabas, tela in corso d’opera, particolare

La casa

Non ha porte né finestre, non ci sono cancelli né inferriate. Non occorrono custodi, portinai e citofoni. Che cos’è? Una piazza? No, è una persona. E’ chi non riesce a ricordarsi di avere dei limiti e si lascia attraversare da tutto ciò che accade agli altri come capitasse a lui. E’ chi, per amore, dimentica se stesso tanto da lasciarsi devastare come una piazza attraversata da chiunque, sempre, senza rispetto. Ma senza porte è pure un muro, chiuso come chi gli altri nemmeno li vede. Ama solo sé, lasciando sempre fuori il prossimo. Porte, dovremmo essere come porte, perché è scritto ama il prossimo come te stesso. Capaci tanto di aprirci quanto di chiuderci, decidendo di lasciar entrare gli altri o di chieder loro di attendere un attimo perché siamo occupati con noi stessi.

Mc 12, 28-34 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mc+12%2C+28-34&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

 

Elevazione

Succede ancora e beato chi assiste a scene simili. Succede cioè che il demone muto abbandoni il ragazzino e questi cominci a parlare. Fino ad allora aveva solo emesso suoni, fatto versi, risate scomposte, caos. Poi invece inizia a parlare. “Prof ho una domanda, aspetti che mi viene: un assassino, togliendo la vita, si sente simile a Dio?”. La compagna dai capelli verdi (in tinta con gli occhiali prof, ha visto che stile?) anche lei inizia a parlare: “Ma io mi domando che c’è mai dopo la morte… oddio ma che mi sta succedendo, prof sono normale?”. E si alzano altre mani, si intrecciano altre questioni, li si fa alzare in volo, a farsi domande più che dare risposte. Passa veloce così, la sesta ora, nella classe dei futuri commessi di negozio. E quando, in anticipo di 5 minuti, dici “per oggi basta, fate la cartella” nessuno si muove. Poi uscendo salutano col solito ‘salvepprofe’, ma oggi lo dicono con un’altra voce. Succede ancora.

Lc 11, 14-23 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+11%2C+14-23&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Oltre

“Ho trovato il metodo infallibile che ti terrà lontano per sempre da giudici, avvocati e poliziotti – disse un detenuto al compagno di cella che lo ascoltava curioso – smetti di delinquere!”. Eh sì, non è forse così anche con la Legge religiosa? Se vogliamo evitare di scontrarci con prescrizioni e divieti divini, non c’è che espandere la Legge nella sua pienezza. Non si tratta dunque di abolirla ma di compierla, rendendola di fatto inutile. A che serve infatti vietare l’omicidio a chi ama il nemico? O può forse preoccuparsi del settimo comandamento chi dona in elemosina le sue cose? Ma attenzione a non saltare i passaggi, pensando di abolire la Legge. Essa è come un trampolino: ti lancia oltre sé, ma senza non cominci nemmeno.

Mt 5, 17-19 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+5%2C+17-19&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1