La maschera inutile

Fu con maschere come questa che l’idea di uno studente indiano salvò dagli attacchi di tigre migliaia di persone. La divoratrice di uomini, che aggredisce sempre alle spalle, restava infatti disorientata. Così noi, senza saperlo, ci siamo messi un volto piagnucolante e supplichevole da un lato e feroce dall’altro. Mentre come tigri soffochiamo e prendiamo per il collo chi ci deve qualcosa, invochiamo pietà da chi potrebbe pretendere da noi. Ma attenzione: i trucchi non durano per sempre. La tigre, alla lunga, capì l’inganno e tornò a sbranare uomini dalle belle maschere ormai inutili.

Mt 18, 21-35 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+18%2C+21-35&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

foto Oasis, rivista, numero corrente

Il padre sono io

Il compito fa sorridere, ma vi sfido a trovare un errore.

Il prof ci ha detto che la Bibbia è divisa in due testamenti: il nuovo e il vecchio, chiamato anche prima di Cristo e dopo Cristo. Quello vecchio Gesù l’ha letto, mentre il nuovo spiega che Gesù è risorto il giorno dopo. La cosa che mi ha colpito di più è che Gesù era figlio di Maria e Giuseppe. Lui, quando ha saputo che Maria era incinta, si è spaventato perché dice che è stato preso in giro e che non aveva fatto nulla per avere un figlio così giovani. Poi Maria nega di aver tradito Giuseppe. Allora, per non ammazzare Maria, che era tradizione portarla in piazza e ammazzarla, Giuseppe decide di sposarla e poi le dice di dire alla gente: “Il padre sono io”.

San Giuseppe Mt 1,16.18-21.24  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&Citazione=Mt+1%2C16.18-21.24&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

L’anfora dimenticata

Cose che capitano solo ai distratti, a chi dimentica di puntare la sveglia e si annoda la cravatta in ascensore. Cose che capitano a chi, un po’ per difetto e un po’ per scelta, la vita non se la programma o, almeno, non se la programma proprio tutta. Spesso le sorprese non arrivano perché non saprebbero proprio dove infilarsi. Lei però era tutta l’opposto e ci soffriva. Persino le sue relazioni affettive più belle erano franate per questa sua costante disorganizzazione che la rendeva non sostenibile. “Sono un disastro” – si disse andando al pozzo con l’anfora vuota all’alba di mezzogiorno – e fu lì che lo incontrò. Non fu più quella di prima, salvo una cosa: dimenticò l’anfora al pozzo. Ne rise con lui tutta la vita. Ma forse non fu distrazione, fu fede. L’anfora non le occorreva più: aveva trovato in se stessa una sorgente che zampillava d’eternità.

III di Quaresima Gv 4, 5-42  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+4%2C+5-42&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Chi sono

E chi dei due sarò oggi, la faccia da schiaffi o il secchione? Nemmeno me ne accorgo che, mentre detesto un tipo, divento l’altro. Sarò il ribelle che non sopporta più nulla, che vuole solo libertà e tanto meglio se muoiono tutti. Sarò il fedele dentro un sistema di doveri e vantaggi, intollerante verso chi non li vuol pagare. Oppure sarò entrambi, severissimo ed imbecille ad un tempo: nell’istruzione dei figli inflessibile, qualunquista nel curare il loro animo. E sempre vi è qualcuno il cui ritorno mi dà fastidio e altri di cui mi interessano solo i soldi. Perché quel padre aveva due figli. E io sono entrambi. Leggo il testo e cerco di capire chi, tra i vari personaggi, sono io in questo momento.

Lc 15, 11-32 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+15%2C11-32&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Senza barare

Ogni patria genera i suoi figli, più o meno devoti. Però in questo caso qualcosa non torna. Cliccate il testo e leggete il primo versetto: Israele è un paese o un uomo? Una patria o un padre? Da bimbo lo chiamarono Giacobbe (‘colui che fa lo sgambetto’) per la sua abitudine di imbrogliare pur di avere il primo posto. Pare che nacque tenendo il mano il piedino del gemello Esaù, in un tentativo malriuscito di nascere primogenito. Più tardi gli riuscì meglio e diseredò il fratello maggiore con un trucco. Insomma, Giacobbe non è un gran bel nome. Ci fu però qualcuno che glielo cambiò. Lo attese al fiume una sera e lo pestò fino all’alba. Fu la prima volta che non potè barare e ne prese un sacco. Altrettante ne diede. L’avversario – un vero educatore – lo costrinse a cavarsela da solo e a vincere con le sole sue forze, tirando fuori il meglio di sè, senza barare. Chi sei? – gli chiese – ma quello rispose: Non ti chiamerai più Giacobbe, ma “Israele”, perché hai “combattuto con Dio e hai vinto”!  

Gen 37, 3-4.12-28 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gen+37%2C3-4.12-13.17-28&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

 

Fare il passaggio

Piccola e invisibile, non la noteremmo a meno che avessimo bisogno d’acqua. Forse perché il secchio è più grande di lei, forse perché il nostro bisogno viene prima dei suoi. Difficile fare il passaggio dal secchio alla bimba, da me a lei. Molti non ce la fanno, nemmeno sto tizio del Vangelo. A dir la verità, di passaggi lui ne ha fatti molti, sui piedi di quell’altro però. Migliaia di volte ci ha inciampato imprecando, altre ha finto di nulla. Nemmeno il grande passaggio dall’Aldiquì all’Aldilà pare l’abbia smosso. Ora, negli inferi tra i tormenti, prosegue come nulla fosse a non parlare al povero Lazzaro. Continua a volerlo usare: Mandalo a prendere acqua, mandalo a casa dei miei! “Ma ce la faaaai? Ma non vedi come stai meeesso??”, gli griderebbero le ragazzine… Ma non le sentirebbe, sordo e cieco dentro. I ricchi non ce la fanno. Non ascolterebbero nemmeno uno che risorgesse dai morti. 

Lc 16, 19-31 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+16%2C+19-31&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Chi è il ricco https://lalocandadellaparola.wordpress.com/2017/02/27/lo-vedi/?preview=true
foto Paolo R., Madagascar

Come l’antivirus

E’ come per la email. Il sistema rigetta automaticamente ciò che gli pare dannoso o non gradito. Il cuore infatti è tarato per rigettare il male e compiere il bene. Avviene però che qualche ‘virus’ – anticamente lo si chiamava peccato ‘originale’, cioè che intacca la fonte, l’origine – ecco accade che questo virus inverta le difese e rigetti il bene attirando al male. Così ogni chiacchiera, bugia, canzonetta ed idiozia, viene memorizzata, diffusa ed ascoltata a fondo mentre non si bada alle parole di chi varrebbe la pena ascoltare. Come sempre, il problema e la soluzione sono dentro, non fuori di noi. I tre segreti sono degli ottimi strumenti di resettaggio dell’antivirus.

Il primo segreto  https://lalocandadellaparola.wordpress.com/2017/03/02/7013/

Il secondo segreto https://lalocandadellaparola.wordpress.com/2017/03/03/il-secondo-segreto/

Il terzo segreto https://lalocandadellaparola.wordpress.com/2017/03/04/il-terzo-segreto/

Ger 18, 18-20 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=ger+18%2C+18-20&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

 

 

Quel mantello

Si gongolava come un pavone, avanzando a passi lenti con quel suo mantello rosso. “E’ d’obbligo indossarlo” – diceva e si sentiva un imperatore sulla biga. A fine celebrazione si asciugò il viso dal sudore e, facendo il volto stravolto di chi ha scaricato una nave, se ne uscì dalla sacrestia mentre l’addetto riponeva il piviale solenne nell’armadione. Accade spesso, tra uomini religiosi, che credano di avere sulle spalle il peso del mondo mentre non hanno che quello delle loro lunghe vesti. Che poi, a sapersi​ guardare in giro, di gente col mantello rosso ce n’è molta in giro. Solo che è l’unico indumento che possiede.

Mt 23, 1-12  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+23%2C+1-12&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Tu sei davanti

Quando eri quindicenne ti buttavi in fondo al pullman, sul sedile più comodo, infilavi la cuffia nelle orecchie e non ci pensavi più. Il tuo mondo diventava grande come il sedile e, nascosto sotto la giacca ad occhi chiusi, non ti interessava più di nulla. Ora che sei più grande devi stare davanti e, mentre guidi stanco, sai che altri si fidano di te e te ne senti responsabile. Si fidano e sanno che lascerai loro un mondo senza giudizi, accuse e cattiverie. Tu sei davanti. Per questo sei il primo a non giudicare e non condannare. Per questo fai il primo passo nel perdono. Allora, quando il viaggio finirà, quelli che hai portato vivranno in un mondo migliore di come l’hai trovato.

4 anni fa Papa Francesco https://www.youtube.com/watch?v=FkBm-UtHCH8

Lc 6, 36-38 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+6%2C+36-38&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Terra-Cielo A/R

Hanno lo sguardo di chi è appena arrivato, di chi ha detto “Faccio un salto di là e torno.” Certe persone sono così, ti sfugge sempre una parte delle loro frequentazioni. A volte persino mentre ti parlano sono tutte lì eppure tutte altrove. Non che siano distratte dal solito telefono o da una musica in cuffia, anzi. Sono più che presenti ma quando le lasci hai il dubbio: da dove viene? Così erano i volti di quei quattro, quando scesero dal monte dove, immersi in preghiera, si affacciarono di là, a parlare con Mosè ed Elia e ascoltando la voce del Padre. Così è chi vive il segreto della preghiera.

II di Quaresima Mt 17, 1-9 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+17%2C+1-9&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1