Mangi o fantasmi?

Hai qualcosa da mangiare? Ecco cosa dovremmo dirci! Altro che quei penosi ‘Come va?’, altro che ‘Appena posso ti chiamo’, ‘Dai combiniamo di vederci’. Cose che si dicono sapendo che non accadranno. Fantasmi, ecco cosa diventeremo a furia di vivere le relazioni a distanza, mandandoci le foto di ciò che mangiamo, anziché mangiare insieme. Che ce ne facciamo di avere carne e ossa, se ci sono giornate in cui  l’80 forse il 90% delle relazioni significative sono vissute attraverso uno schermo? Mangiare insieme, ecco cosa ci salverà dall’illusione di essere amici non essendo invece altro che fantasmi.

Lc 24, 33-48  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+24%2C+33-48&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

MUKBANG Dopo quello che abbiamo detto, potremmo chiamarlo “il fantasma che mangia”. E’ la moda koreana di mangiare, con suoni disgustosi della bocca, enormi quantità di cibo di fronte ad una telecamera, in diretta, mentre un pubblico di gente sconosciuta guarda la scena pagando. E’ l’unico modo che ci resta per condividere del cibo?

 

Quei due tristi

Erano tutti concordi, in quei giorni, buoni e cattivi: le cose non avrebbero dovuto andare così. Lo dicevano quei due tristi in cammino verso Emmaus, discutendo di come il Nazareno era stato crocifisso, di come avevano sperato che fosse lui a dare una svolta alla loro vita. Lo dicevano anche quelli che l’avevano fatto ammazzare. Anche loro avevano sperato di porre così fine alla setta eretica nascente. E invece già giravano voci di una sua risurrezione… Uno solo – Lui –  affermava invece che proprio così doveva andare, che il Cristo doveva patire, che cioè era da mettere in conto una tale reazione del male di fronte ad una tale quantità di bene. Solo lui non provava rancore per come erano andate le cose. Lui, che più di tutti ne avrebbe avuto motivo.

Lc 24, 13-35 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+24%2C+13-35&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Perché piangi? Chi cerchi?

Stava fuori dal sepolcro e piangeva. Ormai se la immaginava così la sua vita: stare fuori, perché dopotutto era ancora viva. Piangere, perché invece si sentiva morta. “E’ vero, portiamo dentro una promessa e la certezza della fedeltà di Dio. Ma i nostri volti parlano di ferite, parlano di tante infedeltà – nostre e degli altri – parlano di tentativi e di battaglie perse. Il nostro cuore sa che le cose possono essere diverse, però, quasi senza accorgercene, possiamo abituarci a convivere con il sepolcro, a convivere con la frustrazione. Di più, possiamo arrivare a convincerci che questa è la legge della vita”.¹ Donna, perché piangi? Chi cerchi?

1. DA LEGGERE Papa Francesco https://it.zenit.org/articles/papa-la-risurrezione-sconfigge-i-nostri-sterili-pessimismi/

Gv 20, 11-18  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+20%2C+11-18&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Ma mi faccia il piacere!

Quale reduce di guerra tace i delitti che segretamente ha dovuto compiere? Quale agente segreto, quale segretario personale di un potente, quale picciotto di mafioso, prima o poi non confida – almeno alla propria donna, prima di dormire, la sera – non racconta ciò cui ha assistito? Queste guardie avevano visto un angelo ribaltare la pietra del sepolcro, sedersi sopra di essa, parlare con le donne e dir loro che Gesù il crocifisso è risorto, non è qui! E i capi e i sacerdoti ingenuamente decisero di dar loro una buona somma di denaro perché non dicessero nulla. “Ma mi faccia il piacere!”, direbbe Totò. Davvero credevano che sarebbe bastato a fermare la notizia? Contavano seriamente sul loro silenzio a vita? In effetti, se sappiamo che furono pagati per tacere, significa che raccontarono pure questo!

Lunedì in albis Mt 28, 1-15 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+28%2C+1-15&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Totò, “Ma mi faccia il piacere!”  https://youtu.be/6bjQOwXMoPk

Vide i teli

Maria di Magdala sì reco al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata rimossa dal sepolcro. Corse allora e andò da Simonpietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: “Hanno portato via il Signore dal sepolcro, ma non sappiamo dove l’hanno posto”.

Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo, e vide e credette.

Gv 20, 1-9

L’ultimo terzo segreto

Imparò ad essere re della propria vita. Per questo insegnò a mangiare di tutto, a non sentirsi schiavi di obblighi o divieti alimentari. Sapeva però digiunare, perché un re non dipende da nulla. Ora il suo corpo è in digiuno assoluto, nell’immobilità della tomba. E noi digiuniamo di lui.

Sabato santo  Mt 27, 57-61  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+27%2C+57-61&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Il digiuno  https://lalocandadellaparola.wordpress.com/2017/03/04/il-terzo-segreto/

L’ultimo secondo segreto

Strano ma vero: aveva dovuto imparare a pregare. Dati i risultati, è certo che i suoi non l’avevano reso un bigotto. Nemmeno l’avevano soffocato: non erano imbarazzati di fronte alle spinte spirituali del figlio. Chissà poi chi conobbe, che esperienze e incontri fece in quei vent’anni di cui i Vangeli non parlano. Ma è certo che aveva imparato bene. Dedicava tempo alla preghiera, ne diventò un maestro. Il Maestro. Riuscì perfino a provare un infinito senso di tenerezza per chi, ignaro, lo inchiodava alla croce. Chi era vicino lo udì pregare per loro, parlava con Dio. Morì pregando, come pregando aveva vissuto.

Venerdì santo  Gv 18,1-19,42 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+18%2C1-+19%2C42&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

La preghiera https://lalocandadellaparola.wordpress.com/2017/03/03/il-secondo-segreto/

Intervista Papa Francesco https://www.google.it/amp/www.repubblica.it/vaticano/2017/04/13/news/papa_francesco_a_repubblica_fermate_i_signori_della_guerra_distruggono_il_mondo_e_ci_guadagnano_solo_loro_-162856878/amp/

L’ultimo primo segreto

Aveva imparato, ogni giorno di più. Si era allenato e non aveva ceduto. Forse tutto era iniziato donando un giocattolo ad un amichetto. Crescendo, la sua elemosina era diventata una moneta al povero, del cibo al bisognoso. Poi iniziò a donare tempo, pensieri, pazienza e ascolto. Era così segreta la sua elemosina, così dimenticata la sua generosità, che nemmeno lui sapeva a chi e quando l’aveva fatta. Donò il suo posto a Pietro, sua madre a Giovanni, la verità a Pilato. Infine donò la sua forza vitale, il suo corpo e il suo sangue. E il dono continua, nel segreto, ogni istante.

Giovedì santo 1Cor 11, 23-26  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=1Cor+11%2C+23-26&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

elemosina  https://lalocandadellaparola.wordpress.com/2017/03/02/7013/

Quanto vuoi?

Con quel mucchio di soldi avrebbero potuto prendersi un giovane schiavo o un asino. Oggi chissà, forse un po’ di “schiave” da divertimento, una villa, un viaggio… Fatto sta che pagarono per averlo, e pagarono volentieri perché lo volevano ad ogni costo. Così dovrebbe essere sempre! Gente che capisce il valore di Gesù e paga. Paga per averlo! Non il contrario… Non gente che devi pagarla per vederla in chiesa, che devi supplicarla perché legga una pagina di Vangelo. Come ci farebbe bene, almeno una volta in vita, dover corrompere qualcuno perché ci parli di Gesù, perché ci dica dov’è nascosto! Quanto volete darmi perché vi consegni Gesù, perché vi insegni a pregare, ad amare, a leggere il Vangelo? Se Gesù non fosse più gratis, se credere iniziasse a costarci in denaro, in sicurezza o in carriera, quanto saremmo disposti a pagare?

Mercoledì santo http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+26%2C14-25&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Capiterà anche a noi

DSCF3513.JPGLe sue parole sono forti come un pugno allo stomaco durante la cena: Uno di voi mi tradirà. Scatta il panico, si cerca di capire, si vuole sapere il nome. Incroci di sguardi tra Pietro e il discepolo amato, seduto al fianco di Gesù. Poi quel boccone intinto, sul quale si fissano gli sguardi fino a vederlo sparire nella bocca di Giuda. E’ dunque lui! Quello che vuoi fare, fallo presto! – gli dice Gesù – e subito uscì. Ed era notte. La notte più buia della storia. La notte interiore. E gli altri dicevano: “E’ andato a fare la spesa!“. Ma… è una barzelletta? No, è proprio scritto così. Leggere per credere. Ma capiterà anche a noi, è cosa certa, non siamo meglio di loro. Capiterà di pensare al pranzo durante la celebrazione della Passione.

Martedì santo  Gv 13, 21-30  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+13%2C+21-30&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1