Ti sarai ben chiesto

Mi piacerebbe sapere in che senso lo credi. Se cioè ne sei profondamente convinto al punto che, se anche coloro che te ne hanno parlato cambiassero idea, tu invece continueresti a dir che è vero. Perché capita di credere qualcosa ma senza un gran coinvolgimento personale, senza una ricerca, senza conoscenza. Capita cioè di confondere il “credere” con il “sapere che altri ci credono”. Se lo credi, ti sarai ben chiesto come sia avvenuto, cosa sia accaduto a quelle cellule morte, a quel corpo. Ti sarai ben chiesto se sia un caso unico o meno nella storia. Immagino che ti chiederai ogni giorno dove sia ora, perché non lo si veda se è vivo, che cosa significhi materialmente che Dio ha risuscitato Gesù dai morti.

At 2,14.22-33   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=At+2%2C14.22-33&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

in foto: Ottavio Mazzonis, Al sepolcro

La vita un gioco

Eccolo il carico leggero di ogni amicizia, il giogo dolce delle braccia di chi non vuole essere lasciato solo. Tutti voi che siete oppressi e stanchi, concentratevi a portare questi carichi, attimo per attimo, giorno per giorno. Lasciate le discussioni inutili, le paure e la rabbia e troverete ristoro per la vostra vita. Vi apparirà per quello che è : un gioco di bambini che fanno a chi si porta più lontano.

S.Caterina da Siena, patrona d’Italia Mt 11, 25-30  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+11%2C+25-30&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

PAPA FRANCESCO IN EGITTO https://it.zenit.org/articles/papa-a-tawadros-ii-nel-segno-dei-martiri-attendiamo-il-giorno-in-cui-saremo-in-piena-comunione/

La prova del tempo

Un vero peccato che la stampa sia stata importata in Europa dall’Asia solo nel XV secolo. Chissà, forse queste parole avrebbero potuto essere lette da più persone. A dir la verità, oggi che la Bibbia la possiamo avere sul telefono, non la leggiamo più di prima… In ogni caso in tutto il suo messaggio è diffuso questo atteggiamento così strano per noi. Cioè il lasciare che le false voci e le dottrine errate facciano il loro corso e si spengano da sé, piuttosto che dar fuoco a persone e libri eretici. Insomma: la prova del tempo è la migliore, quando si tratta di religione e fede. Ti volti indietro a guardare i secoli alle tue spalle: quanti roghi e condanne per ciò che sarebbe scomparso comunque e per ciò che sarebbe comunque rimasto in vita! Ha ragione Gamaliele:  non occupatevi di questi uomini e lasciateli andare. Se infatti questo piano o quest’opera fosse di origine umana, verrebbe distrutta; ma, se viene da Dio, non riuscirete a distruggerli. Non vi accada di trovarvi addirittura a combattere contro Dio!

At 5, 34-42 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=at+5%2C+34-42&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Sotto l’ira

“Lira è il vizio di quando sei attaccato ai soldi”, scrive una ragazzina mixando con rara intuizione avarizia e ira e dimostrando di sapere che, tanti tanti anni fa, l’euro non esisteva. A quei tempi le cose care costavano “L’ira di Dio”, che si scriveva con l’apostrofo ma si pensava senza. Nella Bibbia ebraica invece gli apostrofi non si usano, così non ci sono equivoci: ira di Dio – si scrive – non altro. Non che Dio si arrabbi come noi, ma insomma… La legge cosmica per cui ciascuno raccoglie ciò che semina, alla fin fine l’ha scritta Lui. Dunque, se diciamo di esser caduti sotto l’ira di Dio, non facciamo che ammettere di esserci cercati i guai in cui siamo cascati. Ma peggio ancora dell’essersi inguaiati sarebbe rifiutare di venir assolti senza pagare! Infatti chi crede vedrà la vita, vedrà come è bella e sensata e infinita. Chi non crede, resta sotto la legge dell’ira di Dio. O chiamala come vuoi: debito karmico, legge d’attrazione, destino nefasto…

Gv 3, 31-36  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+3%2C+31-36&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Le tenebre del tempo

Una strana epidemia si diffonde tra la gente. Si lancia l’allarme e si spera che i medici trovino in fretta un rimedio. Poi l’annuncio: è stato trovato l’antidoto, chi lo berrà sarà salvato! E chi invece lo rifiuterà? Si potrà mai dire che il medico l’ha ucciso? Dio è come il medico: non ha mandato il Figlio nel mondo per condannarlo, ma per salvarlo! Chi non crede – chi non fa entrare Gesù nella propria vita – è già condannato, cioè si esclude da se stesso da una vita bella, autentica, illuminata. Costui si auto condanna ad una vita più piccola, fatta di alti e bassi, dolori e soddisfazioni, che prima o poi saranno inghiottite per sempre dalle tenebre del tempo.

Gv 3, 16-21 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+3%2C+16-21&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

in foto: Memento mori, Sacra di San Michele, Piemonte

Benedetti appunti

Chissà oggi cosa farebbe, di certo non non lascerebbe inghiottire dal tempo quei tesori. Col suo smartphone girerebbe dei video o perlomeno registrerebbe la sua voce. E noi, al suo posto e ai suoi tempi, saremmo stati capaci di imitarlo? Noi che, se stimiamo qualcuno, gli concediamo un massimo di dieci minuti, senza domande e nessun appunto. Il giorno dopo ci resta un’emozione, quello successivo nemmeno. Invece lui, quando Pietro parlava e raccontava di Gesù, scriveva. Quando era solo con lui, chiedeva, verificava, si incuriosiva. Marco non si perse nemmeno una parola di Pietro e non se le tenne per sé. I suoi appunti circolavano in greco, perché tutti sapessero. Si formò così il Vangelo di Marco, un ragazzo che prendeva appunti.

San Marco evangelista 1Pt 5,5-14  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=1Pt+5%2C5-14&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Con un soffio

Un soffio, basta un soffio e ogni debito con la vita vola via. Come un vento che sposta dune e mari, il tuo soffio toglie pesi alle anime. Risparmierai loro millenni di fatica, accelererai il momento in cui diverranno luce pura e il mondo sarà più bello anche per te. Perché nessuno vuole vivere in un mondo di dannati, di gente che vive male, piegata e abbrutita dai debiti della sua stessa coscienza. Perdona dunque, perdona tutti, perdona sempre. Non sbuffare, soffia. Soffiò e disse: coloro che perdonerete saranno perdonati, coloro a cui non perdonerete resteranno non perdonati.

Domenica in albis Gv 20, 19-31 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+20%2C19-31&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Anche alla suprema autorità

E pensare che aveva urlato, giurato e spergiurato. La paura gli aveva aguzzato l’ingegno fino a risultare credibile. Solo un gallo, cantando tre volte, gli aveva ricordato che si possono ingannare i giudici ma non il resto del cosmo. Ora erano di nuovo tutti lì, i membri del sinedrio, il temibile tribunale ecclesiastico che aveva fatto crocifiggere il suo Maestro, ma Pietro non tremava più. Non argomentava, non cercava di aver ragione. Li vedeva per quello che erano: uomini, semplici uomini. Erano loro a cercare argomenti, erano loro a gridare e dare ordini. Disse solo: Giudicate voi se sia giusto obbedire a voi o a Dio. Noi non possiamo tacere ciò che abbiamo visto e udito. A esser certi di aver visto giusto e udito bene, si può rispondere così anche alla suprema autorità.

At 4, 13-21 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=at+4%2C+13-21&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Ancòra

2016_0823_18515900Avete qualcosa da mangiare? Ancora, chiede ancora da mangiare. Io vado a pescare! Pescare, torna a pescare, cerca il suo habitat naturale. Il primo aveva fatto della sua esistenza una mensa di condivisione, fino a dire Io sono il pane della vita. Il secondo aveva pescato tutta la vita ed aveva lasciato le reti solo a patto di pescare uomini. Si erano conosciuti su quella riva tre anni prima, ma pareva trascorsa un’eternità. Come allora, un tizio sconosciuto lo invita a gettare la rete e lui, come allora, si ritrova ad ubbidire forse perché, dopotutto, non gli costa molto ripetere quel gesto abituale. Abituale è anche per l’altro preparare del pane e spezzarlo. Ma Pietro si sente rivivere quando il Risorto gli chiede del pesce appena pescato e, unendolo al pane, li invita a mangiare. Erano di nuovo una cosa sola.

Gv 21, 1-14 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&Citazione=gv+21%2C+1-14&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1