Mi piacerebbe sapere in che senso lo credi. Se cioè ne sei profondamente convinto al punto che, se anche coloro che te ne hanno parlato cambiassero idea, tu invece continueresti a dir che è vero. Perché capita di credere qualcosa ma senza un gran coinvolgimento personale, senza una ricerca, senza conoscenza. Capita cioè di confondere il “credere” con il “sapere che altri ci credono”. Se lo credi, ti sarai ben chiesto come sia avvenuto, cosa sia accaduto a quelle cellule morte, a quel corpo. Ti sarai ben chiesto se sia un caso unico o meno nella storia. Immagino che ti chiederai ogni giorno dove sia ora, perché non lo si veda se è vivo, che cosa significhi materialmente che Dio ha risuscitato Gesù dai morti.
in foto: Ottavio Mazzonis, Al sepolcro








Avete qualcosa da mangiare? Ancora, chiede ancora da mangiare. Io vado a pescare! Pescare, torna a pescare, cerca il suo habitat naturale. Il primo aveva fatto della sua esistenza una mensa di condivisione, fino a dire Io sono il pane della vita. Il secondo aveva pescato tutta la vita ed aveva lasciato le reti solo a patto di pescare uomini. Si erano conosciuti su quella riva tre anni prima, ma pareva trascorsa un’eternità. Come allora, un tizio sconosciuto lo invita a gettare la rete e lui, come allora, si ritrova ad ubbidire forse perché, dopotutto, non gli costa molto ripetere quel gesto abituale. Abituale è anche per l’altro preparare del pane e spezzarlo. Ma Pietro si sente rivivere quando il Risorto gli chiede del pesce appena pescato e, unendolo al pane, li invita a mangiare. Erano di nuovo una cosa sola.