Il primo segreto

Ci sono dei segreti per rinascere, per rimanere vivi in questo mondo. Il primo segreto è dare. Tempo, energie, ascolto, monete, cibo, vestiti… Vuotare le proprie mani e colmare quelle altrui. Dare e non curarsi più del destino e dell’uso del dono fatto. Dare e non voltarsi indietro. Vincere la profonda paura di rimanere senza, il bisogno di avere e non usare, di accumulare e possedere. Ricordarsi in ogni istante che gratuitamente abbiamo ricevuto e che dunque gratuitamente daremo. Il nome di questo segreto fu traslitterato dal greco in latino e poi in italiano. Lo chiamavano elemosina: dare per amore, senza aspettarsi nulla in cambio.

Giovedí dopo le ceneri Mt 6, 1-4 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+6%2C+1-4&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Che segreti hai?

dscf6709Il cliente usa bancomat o carta? Incassi subito o a fine mese? Lo stesso quando fai l’elemosina o preghi o digiuni. Se vuoi ‘incassare’ subito la soddisfazione di essere visto e lodato dalla gente, allora fa’ di tutto per farti notare. Falla pesare, insomma. Altrimenti lascia che il bene che fai resti nel segreto e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. Qualcuno poi riesce a non chiedere la ricevuta al povero che aiuta: non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra. Altri ancora nemmeno si curano di ciò che fa il povero con la loro moneta. “Ma come, io dono dei soldi e poi lui li spende per bere un bicchiere di vino? – domanda Papa Francesco e prosegue – Un bicchiere di vino è l’unica felicità che ha nella vita, va bene così. Domandati piuttosto che cosa fai tu di nascosto?” Eh sì, vi è segreto e segreto.

Papa Francesco: Senzatetto uomo o cane? https://it.zenit.org/articles/si-puo-guardare-un-senzatetto-come-una-persona-o-come-un-cane-parola-di-francesco/

Inizio di Quaresima, mercoledì delle ceneri Mc 6, 1-6.16-18   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+6%2C+1-6.16-18&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Lascia e vola

2017_0227_174000002.jpg.jpeg“È molto faticoso indossare ogni giorno una corazza, è pesante da portare e soprattutto non ci permette di lasciar fluire le nostre energie come vorremmo. È molto più bello sentirsi amati per ciò che si è, perchè permette a noi stessi di accettarci per quello che siamo e vivere più sereni. Ciò che ci permette poco a poco di scoprire che dentro di noi si cela un grande amore è l’amore degli altri. È l’incontro con l’altro che mi permette di trovare e sentire il  mio amore. Quando sono solo e rimango chiuso dentro alla mia sofferenza non riesco a vedere l’intensità di ciò che vive dentro di me.” (Matteo Nassigh) Non c’è nessuno che abbia lasciato, che non riceva già ora cento volte tanto

visitate il blog Pensieri di Luce https://matteonassigh.com/blog/

Mc 10, 28-31  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mc+10%2C+28-31&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Lo vedi?

dscf7498Quanto è difficile! Chi si salverà dall’illusione contagiosa? Nessuno ne resta fuori perché tutti, appena la provano, ci cascano e ne diventano dipendenti. Dicono ‘Quando voglio smetto’, ma nessuno lo vuole e nessuno la smette. E’ come quando si sogna e nel sogno si ride, si corre o si mangia. Il sapore dei cibi lo si gusta davvero e il sole caldo sulla pelle scotta! Chi mai direbbe che è solo un sogno? Così è chi è intossicato dalle cose e ne diventa dipendente: proprietà, case, vestiti, denari, telefoni, tatuaggi sulla pelle, cibo… Tutto è ridotto al mondo materiale e ciò che non si tocca non esiste. Il ricco è colui che non esce da questa grande illusione materiale. Non ne esce e dunque non vede il povero. Non ne esce e quindi non entra nel regno di Dio, che è fatto di energie sottili ed invisibili che non si colgono coi cinque sensi e che danno un’anima ed un perché alla vita quaggiù.

Mc 10, 17-27  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mc+10%2C+17-27&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Qui e ora

dscf8148Se la freccia incoccata rimpiange la faretra e teme il bersaglio, se ne resta lì tesa e immobile. Così siamo noi: bloccati in tensione tra la nostalgia e l’ansia, tra ieri e domani. Non siamo mai sul pezzo, non siamo mai qui e ora. Sempre altrove. Perché vi preoccupate del domani, che avrà la sua pena e la sua gioia? State nel presente, che è tutto ciò che possedete. Vivete ogni cosa come se fosse l’unica che avete da fare. Guardate un bambino mentre gioca a costruire un castello di sabbia: non si preoccupa dell’onda che domani lo cancellerà. Nessuno può servire due padroni, nessuno può ascoltare contemporaneamente il passato e il futuro né parlare con l’amico e messaggiare col collega. Stai qui ora. Il presente, altro non hai.

Mt 6, 24-34  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+6%2C+24-34&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

La medicina che resta

dscf8039I proverbi cinesi sono pieni di saggezza, ma questo non lo è. Non è cinese intendo, ma saggio sì. E’ infatti verissimo che chi trova un amico trova un tesoro, soprattutto in questi tempi in cui “dare amicizia” è una cosa che si fa e si disfa su Facebook & C. E invece che silenzi imbarazzati cadono, quando le cose non ti vanno bene, quando sei stato umiliato e gli amici di tavola si nascondono perché non resistono alla tua sventura… Davvero per un amico fedele non c’è prezzo, non c’è misura per il suo valore! Perché non è la tua gioia, ma il tuo dolore che rivelano il vero amico. E’ quando non sei di molta compagnia che uno su mille resta con te. Lui è l’amico da scegliere, la medicina che dà vita.

Sir 6, 5-17  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=sir+6%2C+5-17&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

 

 

Spaghetti?

20170222_2121132.jpg.jpegNon tutte le rivoluzioni cominciano con un colpo di cannone. Quel giorno non fece che andarsene in riva al mare con un secchiello, lo riempì d’acqua e proclamò con solennità che il sale ricavato l’avrebbe usato per cucinare, in barba alla tassa dell’Impero Britannico. Fu così che, con una manciata di sale, Gandhi iniziò a rendere indipendente l’India. Pare invece che ancora molti aspettino passivi il permesso del padrone per dare un colpo di sapore alla propria vita. Come spaghetti insipidi nell’acqua bollente, attendono una manciata di sale. Ma devi avere sale in te stesso. Tu sei il sale, non lo spaghetto.

Mc 9, 41-50 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mc+9%2C+41-50&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Non come padroni

amazon-indians_originalBusiness is business, si sa. Commerciare buoi o schiavi agricoli è un po’ la stessa cosa, questione di dettagli. Per rendere illegale la sola tratta degli schiavi, ci volle l’incredibile lavoro di William Wilberforce che riuscì a far approvare dal Parlamento inglese lo Slave Trade Act nel 1808 (avete letto bene). L’abolizione della schiavitù avvenne ancora più tardi e l’ultimo paese ad abolirla fu la Mauritania nel 1980 (avete letto bene anche questa volta). Insomma, non si parla di preistoria e, come vedete, c’era la fotografia, si iniziava a viaggiare in treno e navi a vapore, ma ancora c’erano alcuni ufficialmente padroni delle persone. Eppure Pietro, sepolto in una tomba da schiavo sotto l’altare della basilica da imperatore, l’aveva detto di non farla da padroni con nessuno. Ma si sa, il Papa lo si ascolta solo quando parla agli altri…

Cattedra di san Pietro  1Pt 5, 1-4  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=1pt+5%2C+1-4&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Bimbo in mezzo

dscf7854Mi piacerebbe entrare un attimo solo nella sua testa per verificare se andò come immagino. Forse fu appena dopo quell’abbraccio ai bimbi. Ne prese uno, lo pose in mezzo, e disse: chi accoglie lui, accoglie me. E fu in quel momento che si ricordò quella scena, quando Dio piantò un giardino e vi pose in mezzo l’uomo. E, mentre parlava, aveva il volto di uno che è presente eppure è altrove, che parla convinto ma vede di là. Stava sì dicendo ai suoi di accogliere i bambini, ma sperava che si accorgessero che parlava di loro, che imparassimo l’amore per quel bimbo impaurito che vive in noi, in mezzo al giardino che noi siamo. Che vedessero, anche nel più impetuoso degli adulti, un bimbo bisognoso di abbracci e giochi spensierati. Allora – lui diceva – sarebbe scoppiata la pace e per le strade mai più nessuno avrebbe discusso chi fosse il più forte.

Mc 9, 30-37  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mc+9%2C+30-37&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1